Page 158 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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e fìorrper &re belle ghirlande all’inaurate loro chiome.
Mà Sttabonenel fedo libro dice, che nacque qae(loco> SiraitueL
ftumencl rerritorio Locrefe,da Proferpina Sicili.in3>qua<^
le ne prati, Vibonelì vcniua da Sicilia à raccorre fiori, per
farli odorifere corone doue parlando delie campagne dt
yiboncdice. Chìms reghnit amenifsima praM
ejje confiat,ad quatti Ttoferpina è Sicilia ad carpendof floret
nìtMnc matronarum vfus inualuity vt coUedlisex floribtts coro^
nas texaty cum dies feiìor agunt . quoniam empta geflare feria
yitio illìs datur. AridolTeno per dimodrare che più delle
coronell feruiuano le vergini,chele fcorte,vfa qiiedepa-
role. bar autem patemia apud locros fepifthne erant ferenter ,
quodm\mfin fcortis. e quedo accadeua fdice Tidedb Ari"
dolTeno) per cagione,che quando s'auuicinaua il tempo
delli giuochi Olimpici, quali d'Èrcole ordinati licelcbra-
oanoin Elide, città del Peloponnefo fperch’era queda
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fediuità de’ Greci ,à toro più particolare ch’ad altri , in
trutte quede città della magna Grecia fi follennizanano
gli idelE fediui giorni} mà non con tanca pompa, e ric-
chezza,con quanta fi celebrauano in Elide, città partico-
Ùrmcnte dedicata alle fediuità Olimpioniche) vfeiuanó
{e donne Locrefi nelle maremme della Iorucittà,nelluo->
go detto Peripoli, doue conueniua grandifsima moltitu*
dine d’huomini, e donne dà conuicini paefi, & iuì dimo*
rauano per tutto il tempo delle fediuità di Gioue 01im> Teftimtd di ts
pio. Apolline Siconio, Venere Cipria,Giunone Saturnia, trtfi»
Mincrua figliuola di Gioue,e di molti altri Di), ne'quali
tempi fi celebrauano i giuochi in dinerfe maniere , e le
dóne Locrefi haneuano codume di dare vn bacio à chinn tedtKXf
^ue gli liiaucdc addimandato,pur che colui gli donade dtmmc Itcrtfi e§
'vna corona di fiori,e con eflb lui fiicelTe vn ballo. Quan- m* t'éffntumm
do dopo nel fine de’ giuochi ritornauano le donne alla
éittà ; colei era idimata più bella, quale porcaua feco più
corone: imperò che diceuano,la bellezza di colei, edere
data da molti approuata, per bauet riceuuto de molti ba«
ci, & abbracciamenti nel ballo, e non era in quel tempo
riputato io dishonore il bacio nella perfona d’una donna}

