Page 159 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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                    L  I  B  R- ; 0 7-
             *nà iftimato H’honore grandifsimo : & ap|^rtflo !e
             Locrcd valeua molto più il bacio che non il falnro , ò lar
             gcnoflexioncy in qualunque luogo li felTerocon giouant
             incontrate. Perche diceuano ilàpientidi Locri: l’ingiuria
             U baitituta, ò la guanciata dishonora la donna^ mà il ba-
             cio la nobilita, & honora.l’ifteiro AriftoHeno in quel dia-
             logo intitolato  *r ^ v <rmpM nJ'‘ovSy  » ttmor
             ptatum corporìt. in perfona d’Etone racconta vn diicrre-
             uolc collumede’ Locrelì, cioè,che s’alcuno potente,e no*
      NMIm JeU« de  bile in LocrijhauelTc baciato in mezzo la piazza vna don-
      mcLierefi cemt  na vergine , ben ch’ella folle (lata da bafsi , & humili pa-
             renti nata , potcua nondimeno fpofarlì con i nobili , e po-
             tenti della città perche diceuano i fapienti di Locri . Se
                    .
             ben fpelTo gli huomini vili (bno honorati per elTere fcrui
             degli huomini potenti; molto più deuecHete honorata,'
             C crefeiuta di nobiltà vna donna, la quale d’un huomo no
      PrtuerUt dì Lt  bile è baciata, per il ch'era vfeito anticamente vn Prouer-
      trtfi»  bio, che quando lì veggeua fpolàrc vn huomo nobile con
             vna donna ignobile, diceuano. Locrorum ofcttlum in ore fub-
             fiinuit. ApptelTo i Locceli ("dice Luciano) Zeleuco fece
      tMfÌMM.
      i-egge drlU dem  vna leggc,che mai donna Locrcfes’ornafrecon ve(limen«
      me Letreji,  ta d’otu,ò con altre vedi artifìciofamente lauorate, eccet-
             to qiufndo volcua prendere lo fpofo,onero cercaua acqui
             darli alcuno amante. Mà s’alcuna Vergine voleua fare
             abondanza della Tua bellezza, e dare la perfona à chi gli
             la defiderade , collei potcua vedire d’ogni fòrte di vedi-
              mcnio. lepatoledi Luciano coli dicono. Uge Zeleuchuf
             excepit, ne liceret mulieri aureis omamentit àrcumponi ^ neqne
             contextis indumentiSi arteque laboratis yenHftariynifi cum feor-
       fMÌdm*  Bariy atque amatorem ftbi moliriHuduerit. Scriuc Suida che
              ridelTo Zeleuco donò alle donne Locrelì vn altra legge,
              cioè, ch’una donna maritata quando vfeiua fuori di ca^
              doucll'e portare vn vedimento bianco, e di bianco fìano
              anchora vediti  i fuoi domedici , e che feco non menade
        /
              più d’una donzella mà le donne non fpofate potelTcìo
                       t
       ^rijlejfcae.  vedire di vario colore. ArìdolTeno nel dialogo intitolato
              t^ft)|/,chc vuol dire,conruecudine;iotroduce Pania inter-
                                   locutore.
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