Page 199 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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LIBRO
;iu(la:il proponitore di quelia^Uquale deficieraua leuar*
fa legge vecchia,con quell’ideiTo capeftro,col quale com
parue nella congregatione, Ha nella forca appelò,e mor-
to. Quedo e’I proemio delle leggi di Zeleuco, coli por-
tato da Stobeo. Determinò ancoraZeleuco vna legge,che
•'alcuno fodc andato fuori del fuo paefe,ritornan^ dop
po nella città \ s’addimaadaua fc lì folse fatta alcuna
cola noua doppo la Tua partiu , fblTe grauemente ca-
digato. e quedo fcriue Pluurco nel libro de ciuiolitarc,
PhttdTfé.
dotte dice, laudanda Locroruui lex, qu4 fi quis peregre reutr-
fus rognjettnimquid nouiì eummulSìa afficiebat. Haueuano i
Locreli per coltume non piangere il motto; ma todo ch'e-
L*crefi m*i fi-
an£ett4n» $ Uro
ra dato alla fepoltura, faceuano cornuti: ilche s’oirerua
morti
inlìno ad hoggi,non folamente in Locri,mà etiandionel-
la maggior parte delle città di Calabria^che fe bene pian-
gono mentre ch'il corpo morto è in cala fenza fepoltara:
nondimeno doppo ch'c ridotto in Chiefa, e fatti gli vlfi-
tij funeraliyfecondo il codunie cccl eirad ì co, è po do nella
fepoltura, conoengono gli amici, cconfanguinei in cala
con apparecchi da magnare,e tutti conuuuncmente fan-
no il conuito, quale volgarmente chiamali il confolo del
morto. Sogliono etiandioin molte città doppo che faui
fono gli vfhti) del morto in Chiclà, conuitare il clero, e
fargli VR abondante conuito,cdoue i Preti non conuen-
gono gli mandano il pane, il vino, e la carne In cala, e’I
Umile vfano con relligiolì, quali habitano ne’ monade-
rìj.e che quedo codumed folle vfeito in Locri, ne dona
certezza Éliano , de varia hidoria, doue dice. Locrenfts
ElÌMtO%
mortHos non lugcbant,fedpojlquam cadaner efferrent,(^ hunùt-
reni, cenuiu^bant . dice Ebano ch’i Locrcli non piatigeua-
lìo il i|iorio,non perche veramente non pìahgeli'ero, mà
forfè perche nel pianto diinodrauano cantare, ch’inllnp
Co'P.ume JeOe ad hoggi vfilto le durine Locrclì,e per tutto il tetritorio»
Dinne Lmreji piangere il morto à queda guifa, s'accoppiano due don-
nel pi.in^tre d ne,» tre, Icquali con voci accordate,in medo cantO,canta
rntrti.
no alcune lodi del morto, c le canzoni fono in tale rima,
che fubito finita dalle due , ò tre donne la canzone ri-

