Page 197 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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                 fitoinrcrtcequefte.A«j‘i(A«4/4tff'w^ J^cdtt.op(tt
                 inaligenis à fuperflithfts tnettammr. noadimcao regue dop
                 po il cedo inqueda d)rma. TTftvJas  rg h
                 lutJoiKóOt/ris  "TroXn/-, Scc, caterum rtmnet qui vrbem
                 inhabitantj&c. cioè cucci gii habitatori della cictà^dcuoao.
                 honòrare i Dij>con le cerimonie, c riti della pacria, per-
                 che (empre quede Ibgliono édere giudicate migliori di
                 tutti . Anchora fa di midieco che cucci vbbidi^anq al-
                 Ic leggi , honorino  i Prencipi , e quando padano per
                 qualche luogo^ in Tegno drriuerenza s’alzino, e quel che
                 gli è comandato prontamente faccino. Irnperb chedop-
                 po rhonore delli Dij , d deitono honorare i Tapiefici , e
                 Prencipi della terra, e con vguale honore òortarfi riue-
                 tenzaal ^adre. Se alla madre, alle leggi della città, Se fi-
                 iKilmcte a tutti coloro,ch’ha no la mente docatajdi fapien
                 za, e s’ingegnano fare. ogni cofa con profpcrità.Deue an-
                 chofà ogn’uno haiiere pià cara la patria fua, che qual fi
                 vogliaaTtra città del mondo:e tanto più che faccdocgli il
                 contrario,prouocarebb'e à fdegno li Dij, quedo fi dimo
                                            e
                 ftrarebbe edere vn vero principio di frode, e d’inganno
                 contro la propria patria; Se oltre ch’è cofa abòmineuolc,
                 il fanno degni di gràndiflimo vituperio tutti coloro,ch’a-
                 bandonando la propria pàtria, fi compiaciono d’habita-^
                 re altroue  : perche niuna cofa è tanto à noi congionta'
                 naturalmente quanto la propria patria . e quando per
                           ,
                 ventura d ritrouafTe vn’huomo nella città, ilquale trac-
                 cade vn’alcro cittadino, dciridefTa patria come nemico,
                 che per Iodio intrinfecoch’eili porta, haueffe colui fem-
                 prea felrreconciliabile: benché le leggi vagliono douer
                 edere codui partecipe de gli vdìtij della Republica : io
                 nondimeno giudico, che nonfolamentenon deue hauec
                 eglj vfHtio;mà nè anco edere annouerato tra gli cit-
                 tadini  , perch’un hiiomo di tal natura, mai potrà ne
                 comandare ne giudicare rettamente  : perche la parte
                 fuperioTe deiranima, laqual dourebberagioneuolmcn-
                 ce haucre pietofa,hà per lo contrario troppo iracon-
                 da, guardili anchora ogn’uno di non affalire con im«'
                                                  peto
                                 (
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