Page 196 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
P. 196

SECONDO.
     ches’alcunu 6 tiuouaiTe,ilqiial hauelTe vna volonrà tan-
     to cattiua,che con difficnldpuo cita inchinarli alla per-
     roaltone di quede cofe« anzi laniino và Tempre peggio-
     rando con  inclinaiione al male > ò lìano coftoro malchi»
     ò^^h;mine,ò cittadini,b altri cohabiiatori, quello (bloauec
     timento à loco folle grato, cioè, dooerfi ricordare dell!
     Dì), e con fi dedare che di vile materia fono fbrroati,e che
     fono per riceuete grauilTtrae pene delle loro ihgiuftitie.
     deuono coiloro anchora porli inanzi gli occhi quello pre
     Teme tempo, nel corfodei quale ha da venire ad ogn’uno
      il proprio line. £ ricordarli ch’eglino elTendo mortali ,
      doppo morte fono alTaliti dall'intrinleco dolore, e dal.
      mordace pentimento di tutte quelle ingiurie, quali da
      loro in quella’ prelente vita furono commelTe. Bianco
      Tallale vn’ardente deliderio col quale vorrebbono che
      tutta la palTata loro vita folle Hata buona. Perloche ad
      ogrt’uno fa necclTario, porli inanzi gli occhi del pende-
      rò, il tempo da venire,e farlo à fe tanto famegliare, come
      s’i'nogni giorno l'haueiTe à fe prefènte.Perche in quella
      maniera Ila Tempre viuo nella mente, il penliero di fare
      coTe giulle,& honelle. Mà fe per dilàuentura alcuno, da
      qualche maligno {pirico alTalico , Tara illigato à fare cofe
      d’ingiullicia, collui non deue in altra parte pratticare,
      folo che ne gli altari, ne* tempi), e delubri dclli Dij . ac-
      ciò che in quello modo fàcilmente polli fuggire Tillella
      ìngiullicia,come fe fuggir douellc d’una padana criide-
      llluma,e moleflidlroa, e pregare i Di) che gli diano forze
      di poterla da Te difcacciare. Deue medeliroamente acco-
      Aarfi à gli huomini fauij,e giu Ai, acciò che con quelfidi-
      feorrendo in ogni giorno , per i continui ragionamenti
      intenda qual lia la felicità apparecchiata à gb huomini
      giu Ai , e q ual fta la vendetta, poAa già in ordine per ca-
      Aigare i delitti degli huomjni cattiui perche queAe cofe
      egli intendendo diuerterà Panano delle cofe maligne, te
      ingiù Ae. Fin qui Stobeo porta il ceAo intiero,mà in que-
      Ao luogo dice eh’ è mutilato  , perch’interrompendoA il
      Tenfo delle precedenti paiole, A reggono fuori di propo-
                              fiio
   191   192   193   194   195   196   197   198   199   200   201