Page 195 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
P. 195

'
               <’c  .1;        ':D
                                    .
             gì di Zelepcoiiquflie nel tolto greco comiocia in qnefto-
             modo. Svf  6tKovr!fccs  "rlùt xoAii' icijz tIÙ; ym^tty %•
             TrittTtCf TT^i&y TTvTTQ&i y§ù>,  vcfa^sy &tovf «V<u *
              «•'«jBAfcJTftyTflCj tx ov^ctPùyi >cgù t Koa-yccfiy Xffi ’ziù*
      Prtemi»- 'itelté-  iy «i/Trtj </^tKKÒcr(j.i)ei’tr-,  •rdftry Sic.Omnes qui-yr^,-
        di Zeltu-  bttn,ac tegionem bibabitavt, perfu^jos ijft operutyexùtyateqiic
      ft.
             Dtosefftyeptod manìfe/itmlù ex«eliy& totiu«mundi.infj>e£iio~
             neycTHìnque in ippt dijpofitioae pulcbetiima^ «rdine. c quel
             che l'cguc.liqual’ io intieramótc ponarò in volgare, cioè
             àtutei coloro àìi’habiuno nella cictà,& in ogni altro pae
       ^
        » JK ' JL.  repcrcofa necoHatia fa di tnifticro, che lì perfuadano, c
             por fermo credano IDi} riitouarlì>& ejO'ctjs^ ikhe quan-
             to Ha manifèlto, lì può giudicare dal riguardare il cielo»
                               .
             Cjturta il mondo ioueme, & ancodal conlìderate la bel-,
             liOima difpolìiione, econfonàiatillìaio ordine di tutte le
             cole della natura , tmpeiò che non li deue credere ,ne
             pur è cofa.cooucniente giudicare c0ere prodotte le cole
             del mondo per qualch'accidenie» e fortuito calò, onero
      teggi di  Zeleté- per qualch’operatione butnana/ Deuonoaochora da noi
      t0 degne d'e/Se^  clTere molto honorati,& adoraci gli.Dij^come autori de*^
      vt nmmìrtne^  nollii beni, iquali quiui fecondo alcuna ragione lì &pno.
             £i etiandio di miiticroad ógn’uoo hauere in potetti , e
              comparare raoima fua » acciò che mantenga lei pura »
              e libera d’ogni male, per potete aitamcMe leruire Dio»
              imperò ch’abomina Dio l’honore de gli huomini mali-
              gni,nc mai da coloro lì tiene honorato: per cagione ch’e-
              gli non con ricchezze s’adora, ne con cragedie»e prefen-
          .Vji»
              utioni giocofe s’alletta à lìmilitudine dcll’huomo malor
              tpi vuol edere honorato con le virtù, e con Tittitutione
              dcU’opte buone , e giufte . Pcrloche ha neccifario i chi
              vuol edere caro à Dio, clTetcitarc Ce ttedb virilmente at
              bene coh con la volontà , tome con il compimento del-
              l^opre i è non hauere più timore della perdita delle ric-
              chczz£,edc‘ danari,che della perdita della vita, delia fa-.
              ma,e dcH’bonore ; c quel cittadino giudicare ellèr il mi-
              gliore nella cictà>ilqualc più lotto lì compiace perdere le
              «icchczzc,chc 1 houcttà»c la giuiliiia..Y onci aneboara ìtv
                                     che
   190   191   192   193   194   195   196   197   198   199   200