Page 194 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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.         ,
            SEC O N T> O.    j»i
     ttfto<I*Atiftórileae RepubliciLocitoruni,«cl quale dicé
     «flcrc Hata antica fama che Zeleucò habbino ticcuutolc
     fuc leggi da Minctua» la quale fklfamcte fu riputata Dea
     della fapicnia. Zzlatchum Locrum leges à Uinemù. aaep^ìc^
     UuratHtnmonumentismdndarunt. c Cicerone nel fecondo
     libro de Legibus , iù Ipde di Zeleuco vfa quefte parole.
     ZeteuchiMf (S Charondas non Hudift & dde£iationit y fed rei^>
     publicie caufa leges ciuttalibus fuis fcripfemnt > efiMS imitatus
     eSì VlatoZeleuebum eòmematant ipfi tiues noHri cUentes Locri
     Delle leggi di Zeleuco alcuni piccoli frammeti fono por
     tati da gh amichi fetittoti . Valerio Maffimo Ucl fcfto li-
     bro,dicC)Cbe per legge comandò Zcleucho,s alcuno fbC*^
     fe conuimo d’adulterio, pcrcaftigo ghfjlfcro canati glii
     cerchi , alla quale legge  il> primo chccontrafècc, fiiil-
      propria figliuolo, itquale da Zcleaclio alla predetta pc-  -*
     na d’condannatp ^ e perch'era colui quali da tuttavia
     città amato  da cittadini pregato Zclcucho , ch’u-,
      fàac mifericordia al giouahtttO, c che ciò ci doueua fare
     per cflcrc fuo figliuolo mà egli fenza lafciarc di fcfc la
                 :
      giuftitia, hauendo l'eco accompagnata inficiTie la pietà»
     ordinò che  li  foll'e folamcntc cauato vn occhio.  Ari-
      Houle nel IcCondo libro,de Poli, dice che per legge ordi-
      nò Zeleuco apprcfl'o  i Loctefi,nUino poter vendere,ò in
      qual fi voglia niodo alienare  il fuo patrimonio» eccetto»
      per cftrcma fua ncceflità ^pud LoctoslegecAUtumefilài-i
      ce egli) netjuic patrimonikm alienare pofsit,nift eutdentem ca-^
      iimtatein o^enderit fupentenifie. Strabene nel fello libro  sir^hént.
      per tellimonio d’Efoio, dice che Zelcucó per fenuere le
     leggi à gli Loefefi prel'c gli antichi iuftitutidc Crctefi
    •  Spartani,& Areopagit^Comandò anchota Zeleuco fJi-
     ce Ateneo nel nono libro) che s’alcUno hauellc beuutO
     il vino per caufa di medicina fenìta ordine del medico ,
      fclTc calligatocon pena di morte. Sitptis apud Locrosme-
     rum hjuftjjèt medicina caufa^medUo nonimperante mortis mul^  ^
      taaf^ciebatury Zeleucho legem ferente  Stobeo nel fcrmqnc
     intitolato, «idèi vóiiòip ^  t^Sf/ , che vuol dire de legibus
      & confuctudinibus Ictiuc (blamente il proemio delle Icg*
                        B b  a  gi
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