Page 368 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
P. 368

.T  S-  ic t  ò:
       fttcht^ delitiofo aHeuafi, fà ch’i figliuoli <UiTchgaiix>ir>-
       oèniiofi della loro vita'.Qual cola fi può ritroaare più foa
       'uè alh gioUanetcùquanto che l'illellb piacere della cafa?
       fa di miftiero ccrtamenre.che grammacfirarrienti dei fan
       tiulli manchino di maitcia^ & è vna perucrfirà di natura,
  .
  ^
  I    -quando  li figliuoli Ibno nodrrti nell’animo Iiceniiofii c
  *    nel corpb dclicati,e molli: che fuggendo doppo ogni £i-
       tica diuengono più molli, & cfi'emtnaii. E neceilàrióan-
  !
       chora,quando fono infegnati, efiercitat^ii al non hauere
  I
       ^aura delie colétembiii, acciò che quando gli farà di
       medierò patire,ouero io alcuna cofa afi'attcarfi,non
  I                            fi fac
       cinoferui delle vergognofe paflioni j imperò che perii
       moiri piaceri diuengono gololì, e per lotto fuggono lefa-*
       ticlre Deuono i figliuoli grandemente abbracciare le ct>>
  »    te horìeiVe,adenerfi dalli viti), e perfeuerare nelle virtù ^
       'deuefi anchora torre da figliuoli la làcietà dei cibi, la fo-
       iierehia abbondanza dei piacerle la molto facile licenza
       ^cl giocare, e non  li fi deue permettere ogni cofa dire,
       -comeanco-non fcgli deuecon«edere ogni cola fare; e m
  '
       'non dcui contriftartife per quelle afprczzepiangonoi né
       lanco dcui rallegrarti^ò ridere,fe tal volta Icherzando bar
  I
  I    -tono la loro nutrice: perche doppo’l giuoco la batteran>
  I    eio da vero,ne pur cu deai ridere,fe ri malcdicono,ò man
  II   'dano biademie, e neU'edi non fe gli deue concederei
       'frefeo , come nè anco in tempo d’inuerno fi deue conce-
  f
       dcre’l caldo,ouero molte altre dclitie, delle quali gli po-
      ntieri finciuili fogliono fpedb hauere di bifogno.certamca
       te coloro,che così fanno, più ficilracnte nodrifeono  i lo-
       1:0 figliuoli, e quelli crefcono,c fanno molto più migliori
       -degralrri . Ma tu pari ch’alleni gli tuoi figliuoli à pun-
       to, come la progenie di Sardanapalo,c con i piaceri cdò:-
  j.
       mini la natura de figli mafehi : imperò che t^ual cola di
  ; 1
       buono fa vna perfona al fuo figliuolo, che (e rodo non
  .
  ,    mangia, piange, es’hà mangiato dilcttcuoli cibi, più ne
  ;
  '    dimanda, fe fente’lcaldo,  fi fà debole, le fentc’l freddo,
  I
       cadcjs’c riprcló, ric.nlcitra, cs’in tutte le cufe non è fcru*-
  ,
  I
       to con delicatezza, fi concrida ? e più fc’l cibo non gl’è
  I
                        A a a  pod»
   363   364   365   366   367   368   369   370   371   372   373