Page 370 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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             Y  fi k  51  ó:
       tre cofe di Teano, chi leggerà dioerfi amori  , potrà ra»>  Oimne fiUftftf'
       corre piiV notabili concetti . Fiori anco in Crotone Di-  ft iifctfiL» di
       noncroogUc di Broniino fùbeera di Pittigora^FiloIótctr
       Diccccllcntifllmajdifcepola deU'ifteilb Pittagora
        In qucfto luogo manca vn dialogo di Tmooiii rilo-
         Jutione dclfi dubbtj di Demetrio fuo difccpolo, in-
         torno alla corrifpondeirta del corpo humano , co l
         mondo i portato da Leodontio ncll’harmonichc
         ch'habbiamó taciuto per due, òtte parole, Icquau
         facilmente potrcbboriò conturbare lo ftomaco gua-
       "  flodc^ motHnorarori.e noliri emoli} però fi contcn-
         urà’l lettore di quelich’alvroue liabbiamo imptcilo.
        ‘
                    difcepola di Vittagora.e d' alcune
       ‘Dì Ttltis FHofofeffa
           fue dottrine^
                                   Filtm fihfifeff*
           iorì nella città Crotone vna donna chiamata Fil-  Crtttneji, di fi r-
       F   tis, lacuale con altro nome chiamarono Ftintis,  fU di Pitug»'
                                fi- m.
           f ilolòfcfla dottilfima difcepola di Pittagota
           gliuola di Tcofrio , ben ch’alcuni giudicarono
                                  CdlicriUe fihfi
       eflirc fiata figliuola di Callicratc Filofofo d.fccnolo di  f» Cnmejfi.
       Pittagora molto celebre, del quale ragiona Umblico nel
       lib.ode fcdaPyihagoreorum,comc habbiamo detto po-
          Scrilfe (dice lamblico) Frintis, oucro Finis vn li-  Ixmldm,
       <o fa                      Sfcte*,
       bro de tempcrantia inulierum, e molte altre opre: non-
       dimeno Stobeo nel fcrmone intitolato, yXiuKX tt»-
       ^«'ivUattTà nuptialh prneepta verfo’l mezzo porta vno
       frammento di dottrina fotto'l nome di qiiefta donna, il
       ‘cui titolo c . t^ivTt/oc  KreTlMxfOCTtflc  nv
       Srtvòpirtf tK'i&'ndìix yvvxÌKoe <r(^^§9xvvHi. Vhmisp-  Dcrriitx dì Td
       lixchtcratis Tythagorx dogmatum fludiofa ex libro de tem-  ti* TiUfifeJJi».
       perantia muliaU, douc*l principio del tefte greco è in que
       rta forma, 7^ pSdi ÒMy, ayx&Uf  Htx%v Usf^KO<r(uay.
       mulier omnino bona, & modeiiafit. c quel che legue. Ciod
       la donna deue cifere onninamente buona , c modella,
       perche fenza virtù niuno fi può fare di tal natura, ciod,
       buono; imperò che fc la virtù del vedere fa lodeuolc
                       A a a  a  gl oc-
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