Page 391 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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M.
                            t   ì  % K Ó
                  tione c!*iin*aIcro fàmonillmo lottatore Olimpiohico Cré
         Titippo huttMCt-  tonefe chiamato Filippo Butacide,che perle vittorie deU
         delottéUore cr§~
                  li giuochi Olimpici pei la bellezza del corpose per la co*
         t0»efè 4idùr*to  ^
         Dìo,     raggiolìtà nel trattar deirarme , doppo che fii morto, è
                  (lato dalli Crotoneh adorato al paro d'iin Dio, e nella
                  Tua fcpòltura furono offercl facrihtij  . Fiorirono anphorà
                  nella città Crotone duecelebratilllmi huomini,delli qua
         PMtfàntu,  li ragiona Paufania negl’Eliaci , cioè Damea, e PatrocÌQ
         PMfroctct e Djtm  figliuolo di Cratillo, ch’ha fatto la flatua d’ApoIlinc Si*
         goem- ifM/tturij
                  cionio col capo d’oro offerta alPifleflb Dio dalli Locrefiy
         ^tWomeJL  »-
                  come habbiamo detto nel fecondo libro . è anco da ere*
            HiV  • V
                  dere che fìorirono in Crotone altri famo(ifHmi buomini^
                  ma per l’antichità del tempo,e perla poca diligenza nel*
           .'l-
                  la conferuatione delle fcritturc s’è hoggi perla la me*
                  moria
                      .                                j
                                    •          '       I
                  Delle anticlje monete^ che fi Hampauano nella città Crotone^ e fi
                    fpendeuano per tutto' I fuo territorio . D'alcuni tempij de  )
                      Dij antichi molto riueriti dalli Crotonefi, E cometa
                  f                                   j
                  rr'  citta Crotone è Hata conucrtita alla fede di  .
                  /.      ChvHo da S.Dionifio JLreopagita*  .  -  ,
                  \ J  -  •    Cap.                : -  ;
                  N       libro) fi llampauano diuerfe forti di monete,
         €mdiite»        Ella città Crotone (dice Guidone nel terzo
                          lequali fi fpendeuano per tutto’l fuo tcrrito*
                          rio, e fi trasferiuano anchora per tutti gli eoa
                  uicini luoghi della Prouincia; & alcuna volta nella mo-
                  neta fcolpiuanodall’una parte Ercole ignudo, che flaua
         Monete dtìli ero
         tomeji.  in piedi folamente adornato con vna pelle dì Leone , la
                  quale gli pendeua dal capo inflno à i piedi, e dall’altra
                  parte Minerua coH’elmo in capo con quella fcriitura gre
                  ca intoi no, dxìsrtt) altre volte ncll’una parte della mone*
                  ta fegnauano Ercole fanciullo dentro vna cuna con due
                  fet pi nelle mani, come fecon quelli giocafl'e, c neiraltra
                  pane fegnauano rimagine d’Apollinc} in altre monete
                  dairunapanefcolpiuano Ercole coricato fòura vnapella
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