Page 394 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
P. 394

,
             TERZO.          t9Ì
      £o Areopagita difccpolo di S. Paolo Apodolo peraodAie  S.Ditnip» nwm
      in Roma , elTendo nel viaggio dimbrato pcc vn poco di  uerteUcittÀcr
                                  ttnenlUfedtJf
      tempo nella città Crotonetinfegnè gl*habitatoridi quel-
                                  Ckrifttm
      la nella fede di Chrifto; che per tal cagione tengono i
      Crotonefìhoggi per infegna nel lìgillo della città l’ima-
      gine di S.Dionifìo. E hoggi la detta città fede Vclcouale
      nobiliilìma, e delli Vdcoui C rotondi alcuni lì ritroua-
      rono prefentià Conregli Generali,come Pietro Vefeouo  Pietr* VefitM»
                                  d$ Cnttme
      Crotonde lì trouò prelènce al Confeglio Coltantinopo-
      litano fefto l'otto Agatone Regino Sommo Pontehee Ro
      mano. Teorimo Vd'couo di Crotone lì trouò prdenteal  Te0tim0 Vfl(0m
                                  m» dt crtnM.
      Conlcglio Niceno fecondo lòtto Adriano Soniino Pon-
                                  Otutune V e fitm
      tefice Romano} e Giouanni Vefeouo di Crotone é fiato
      prefence nel Confeglio Romano fecondo lotto Vigilio
      Sommo Pontefice Romano. Nel conueoto dei frati Mi-
                                  B.Pim d^enm
      nori, lì riferba’l corpo del Beato Pirro monaco deirifief-
                                  Urne-
      Ib ordine, nel vicino della città difcorre’l fiume Efare,
      ch’antìcamente palfaua per mezzo 1 a città,ma hoggi per  ,  *
      l’anticherouine difcoirc fuori; e la città fe bene hoggi è
      bellilEma; nondimeno é molto minore à rifpctto delfan-
      ciche grandezze,collequali nei primi tempi ella fioriua.
                                (   ,  ,
      Come la città Crotone nelCajfedio di Totila l{è de Cotti fi ma»-
        tene fortCt e d'alcuni fatti d'armi de Saraceni contro le  -  .
          naui venetiane .  Cap, xy II.  .
      N    ei tempo,che Totila Rè de Gotti occupò quqr«
            fie parti d’Italia (come s'è detto nel prinib
            libro) perche Bellifarioli ritrouaua Genera-
            le Colonnello deirdl'ercito dcirimperatore,  ^
      Giuftiniano per difendere tutte quelle tetre deU’impe-
      no, concio gl’airalti delli Gotti  ; gii foprauenne in .aiuto
      Valcriano capitano degl’ Armeni, e Vero capitano de
      gl’Eruli mandati con nuoua gente daH’ifiellb Giufiinia-
      no in  Italia, & arritiarono ad Otranto } doue andando
      Bcliilàriq per accettargli fecondo l’ordine deil’impera-  Selli/Àrì»ferma
      tote, che cosi grimpoacua,uon potendo perii venti coa-  $9$
            ^         D d d  z  tinoi
              r
   389   390   391   392   393   394   395   396   397   398   399