Page 455 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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              ue giunti che furono, mentre con facrifiti; voleuano ha?
              ucrc la rifpofta dali’iftefTo Apollinc, per quanto tempo fi
              doueua eftcndere la loro felicità , rilpofe i’indouino Pi-
              tonico, ch’all'hora farà guerra & infelicità nella Città
                             ,
              Sibari , quando i Sibariti portaranno più honore à gl’-
              huomini, ch’alli Dij mà mentre ch'eglino faranno mol-
                        :
              to |>iù gran conto delli Dij, che degl’huomini, la Città*
              fari profpera, e felice , la cui rifpofta  ( riferifce riftcfib
              autore ) è fiata data in quelli tre feguenti verfi •
                 Felix tu erìs honorans getiHS Deorum
                 Beneq; venerantet primum hominem Deo ,
                 Tunc libi bellum , & imeftina feditio veniet .
              Ilche hauendo intelb grambafciatori ritornarono nella
              città, doue data che fù quella rifpolla crederono i Sibari
              tijdouere Tempre elfere felicilfimi,perche credeuano mai
              eglino douere bonorare più gl'huomini, che li Dij , mà
              fempre nel primo luogo hauerei Dij  , e nel fecondo gl’-
              huomini. Non molto tempo corfc,ch’accadi in vn gior-
              no vn huorao Sibarita per vn delitto commcllò hauere
              da battere vn Tuo fcruo,& hauendo cominciato àbattcr-
              io,fuggiua colui timorofoper faluarlì nc tempij delli Dij,
              doue anco feguitando’l padrone, poco fiima facendo del-
              l’honore delli Dij, nel mcdclimo tempio nelquale colui
              cn traila lo batteua  *, pure quello per fcampare le battitu-
              re fìiggiua, feguendo anco’l Tuo padrone apprellb,e men
              tregToccorfe di faluarlì in vn luogo,doue ftaua fepolto’l
              padre del Tuo padrone, colui portando riuerenza alle Ic-
              polte olTa del padre celiò di batterlo , 6c ecco compico’I
              d^tto dell’o.'acolo. E fiata intefa quella cofa dalli Sihari-
              d, mà poco auuertita  ; E ciò non lalciÒ di conliderare
              quel nobile Sibarita , del qual'bò fatto mentione poco
              dianzi chiamato Ilàmiris: imperò che riducendofi à me-
              moria la rilpofiad’ Apolline , econlìderando, che quello
              Sibarita portò molto più honore al morto padre,- ch’alli
              Dij della città, giudicò, ch’all’hora ù douea compite '1
              detto deH'oracolo , e la Città Sibari andare in rouina •
              Pcrlochc fingendoli pazzo, vendute tutte le Tue robbe^
                                    crac-
                '
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