Page 459 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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chele donne Sibarire non atcendcuano ad altra, fótv.
ch’à darli à piacere lotto le logge nel tempo deiredadr,
Amtr*pr«JJirmi efotto romDjedcgralberi,& in ogni lorocongregaiione
Kje dette donne alfideua vna maeiha,laquale iofcgnauaiin che modo do
Siinrittè
uell'ero cattiuaregrhuominial loroamore,con dirgli che
tic cofe fanno i’huomoinnamorato,la mollra,ia caredia/'
eU dubbio confenroila modra in quello modo, cioè, firfi:
vedere alcuna volta dagl’huomini in tutta faccia, alcune
volte nelle mammelle, onero fpogliate inlino al mezzo,
braccio, & altre volte fìngendo di voler fare alcuno (èr-
uitio nella propria cafa,b in cafa d'altri fare vedere i mo-
uimenti del corpo,la fcopecta d’alcune edreme parte de>
piedi, ò altra cola Ornile V la caredia (dice Timone) la’
qual’infegnauala maedracra, che tutù quedr atti douc<
uano vlàre à gl'huomini molto alla rara , pef accendere
quelli di defìderioi e’I dubbio confeolb era, akune volte
guardare, e polcia frenare lo /guardo, cennàrb. cc^l ocd'.
chi, e fofpirare.e doppo nelle parole eircèe titthfcj e mak>
ce altre cofes’imparauano le donne Sibaùte,runa£aij'an
tra pertinenti al iafeiuo amore,-per loch’etaagcicatBehtc.
nato vn Prouerbio, che quando fi vedeua vna donni fÌMÌ
Promtriì» dette
demne Sebnriu, re lulìnghe, e carezze al fuo marito
\ ouero ad vn fud .
amante, lì diceua} apud Sybaritas didkit\ cioè, code! è di» .
/cepola delle donne Sibarite. Rifetifce l’idelTo autore, >
che i Sibariti tanto amauano le loro donne, ch’alli Ieri»
uitij della cafa teneuanofempre donne foradiere; & ac-
ciò che grhuomini non s’afìannalTero nelle Ottiche , v na
volta Tanno prendeuano per debito del tributo, chedo-
ueuano pagare le città Ibggette al loro dominio, vno di-
terminato numero d’huomini, liquali doucuano Icraire
infìnoal nono tributo nella coltura delle campagne. Era
tanto crcfciuta la luduria (dice Tidefìb autore) nelle
donne Sibatite, ch’una donna palTati dodici anni della
fua età fe non haucl/e trouato fpofo, poteua fceglerli
vno amante, qual più le aggradaua, e ciò poteua &re
fenza fua vergogna. 1 maedri ddli fìgliuoliinfegnauanta
nelle fcu^c à fuoi di/cepoli l’hgnocc dell! Dij, la riue-
'
rensa,

