Page 460 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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Q^V A R T O. , iji
renza,Uquale fì deue portare al padre,& alla madre,ra-
roorc nello (Indio delle lettere, Se tutti quelli coftumi, li
quali pofTono fare vn hnomociuile,& amabile^le donne
nelle Icuoieimparauano farli delicate vedi, conferuarlì
la dalicatczza della perfona, l’arte di fare innaniorare
gl’liuomini,’! modo di mantenerli lé bcllezz|i della fac»
eia. Se altri acconciamenti, liquali-feruiUano ad incitare
gl'huomini al lafciucT amore ; perche dicenanoi Di) ha-
uere creato le donne folo per due cofeycioè, fare che coi
la bellezza di quelle ftiano contenti gl’huomini in que-
llo' mondo, Se allegri i Di) del cièlo. Africano nel libro
de re militari dice, ch’i Sibariti erano venuti à^tal termb^
ne di lulluria, è di deli(iej che nolli conuiti facendo ve-,
nirc i Mutici à fuonare,e cantare^introduceuano ancho*'
ra i caualli nel ballo,acciò che gl’animali irrationali fof>
feno partecipi de’ loro piaceri: ma l’hauere i Sibariti ani-
macHrati li caualli à ballare gli cagionò grandilllma ro>
uina,come dimoHrarcmoapprelTo. Furono i Sibariti (di-
ce Timeo) i primi, liquali ritrouaronoi conuiti, ei modo SìkMriti inuenH
rt dell! (tnutti,9
d’apparecchiare delicaiameotele viuande-, e come gl’al-
delude n$HÌie.
rri Greci vGluanodifarc llatue,& honorare grandemen-
te i valoroli gucttieri, e forti lottatori Olimpionici: i Si-
bariti haueuaooper codumefare (latue,& honorare mol
togli inuentori delle dilicate viuande. Se i buoni appa- i»- .
recchiatori delle cole da mangiare. V fauano per non vb-
briacarfì nel conuito magnare nel principio lebraflìche.
Qnando vno Sibarita voleua contiitare vn fuo amico,
che vada ì magnar feco, l’inuitaua per vno anno inanzi.
Se in tutto quello tempo con diligentilììmo penfìero at-
tendeua à riirouare noue inuentioni, è delicati ordini
d'apparecchiare le cofe del conuito tonde anticamente
quando fi faceua vno conuito,non lì potcua più altamen
te lodare, eccetto con dirli in modo di Pròucrbio . Syba- Pr*Merhio deU»
rìtic* menfat cioètè dato'l conuito nobile, quanto fono no’ menft de Sih^m
rtft.
bili le menfe de’ Sibariti. Ateneo anchora nel ledo libro,
Atene*^
per tedimonio di Metagene Poeta in lode delli cibi de*
Sibuiù adduce quelli vcili
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