Page 458 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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quanta paflì ; c quando s’arinarono contro dclli Ctòto».
ivcfi, hcbbcro neircflcrcito trecento milia foldati, e quo-.
Ao apertamente dimoAra Strabene in quelle parole . Sy- OfTliPNMV
bxrìs fuit consta ab ^chiuit tre^^enijst huitts autem condeiuU .
rrbù audlor fuit IfelUenSymterduos fbmos Crathidettty^ Sy-
baridmyquj eo excellenM,C^ fflicitatis excreuityVt quat^nud
rexeritgentesy & quinque oc viginti vrbes fuo fubdmt impe-
rtOyAC cantra Crotoniatas trecentorum hominum milliumy ^xer~
citumduxit;fuper Crathide vero domicilia habenUs fex miUiUy
& duorum centum quinquaginta paffuum in àrcuitu Ma tutta
queAa feliciti delli Sibariti y è Aata dalli Crotoncu in
iipatio dtfettanta giorni mandata in rouina > come dire-
mo apprcrtb i e rutto per la molta lufliixia, c delitie de
Sibariti, de' quali ragionando Ateneo nel diiodcciroo li- Atene».
bro dice, ch’i -Sibariti fi nodriuano con tante dilicatezze,
e piaceri, che per non efiere nel giorno, ò nella notte di-
Aurbati del-fottno , difcacciatono dalla loro citta tutte Delitie dedt
quelle arti, lequali nel lauorocagionauano Arepito,ero-i tariti.
tbore} e non permetteuano,chi nella citta foflero nodiici
galli,per cagione,che fono yccelli troppo tumultuofij le
parole d’Ateneo così dicono; Sybaritje primi artes in vrbe
Sbepitnm facientes effe non permiferuaty ne iUis fmnum inter-
rumperentyfomnìque vndique penitM intumultuoft effent; quin
ctiam ncque gaUos in vibe nutriti licebaty mos erat apud eos .
Riferifce Timeo, le cui parole fono etiandio portate da Time»,
Stobeo fecondo diuerh ptopofiti in alcuni fuoi fetmoni,
ebe foleuanoi Sibariti nodrire i loro figliuoli dclicatiffi-
mamente, c mentre erano sbarbati, gli fàccuano.vcAire
veAimenta coffe, c portare i capelli trecciati con fili d’o-
ro coperti con alcune fcitffie, come fogliono portare le
merettici de qucAi noAri tempi; portauano anchoragli
Aeflì figliuoli certe tuniche & altre forti di veAimenta
dipintecon vatij fiori,e doppo cinte con cinture pretio-
le,ornate di perle,c d’oro; e quando andauano allafcuola
s’accompagnauano con i loro ferui,liquali menaiianofe-
co i cagniolini per dargli fpaffo, acciò le fatiche dello
Audio non gli fàcclTc infermare. Riferifce anco Timone, Timtne.
M ro m a che

