Page 456 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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             Q^VA.':RiTO.     119
      '« taccoltofi Je.mofjctc andò ad habitarc nel Pcloponoe-
      ,fo forfè ncllapn\ intrinfcca parte della Grecia orientale,
      .onde da quelli atti d’Il'amiris nacque anticameme vn
      - Prouerbio , che quando  fi vedeua vn huomo in tempo ,  prtuMi$ ttft
      •ch’afpettaua tribolatione, raccorrc le (uc jobbe, & anda-  mtrtt.
      readhabitarcaltroue, diceuano,  ifamire è
      'iàtto pazzo. Racconta anchora Ebano nel terzo libro de
      varia hilloria vn miracolo occorfo nella città Sibari per
      Jopoco honore, c’hanno portato i Sibariti alla Dea Giu-
      none;doue dice.che mentre in vn giuoco , che ù focena
      in honore della predetta Dea nella città Sibari,vn cerco
      Mufico neiriftelTo giuoco colla lira in mano fonando
      molto eggregiamente cantaua, per .lo cui canto, e fuono
      nacque tri Sibariti vna crudelillima feditione, in ul ma-
      nica, ch’elTcndo venuta l’una,e l’altra parte àfotto d’ar-  lrrìmtrent/$ iti
                                  U
      me,'\ mufico ornato colla (loia della Dea andò à faluarfi
      nell’altare di quella , ma  i Sibariti della contraria parte
      accelì d’ira, entrando nel tempio incanto 1 raedefimo al-
      tare vocifero quel mufico. Miracolo grande apparue (di-
      ce Ebano nel predetto libro) che poco tenmo doppo com  £iUn*,
      parue neiriftelfo tempio di Giunone vn fonte featorire  Ftnu di ftnptt
      abondautiflìmo di fangue, per lo quale atteriti i Sibariti,  s$UrUi.
      forfè giudicando, che con dimoftratione di quel fangue
      volefle dimoftrate la Dea la crudelilfima vendetta, la
      quale doueua fare per lo commeflo delitto*, mandarono
                  polline Delfico, & hebbero que
      di fubito all’oracolo d’ A
      flarifpofia per bocca dcll’indouino Fitonico Sacerdote
      con quelli verfi  .  ^           X
         Cfàe meis menftSy manihuty non fanguis adh^s,
         De/ìillanta-, recens prohibe libi Umina templi
         J^on tibi fata canam^ magna lunonù ad aram .
         7^n immortales hoc Dij patìentur inuUmn .
      ,
         Si (fuis enm prudenSy fcelerata e mente profeBum
         Committat facinna, grauù hunc quoque pfna fequetur .
         2{on exortdfit, ncque fi genus ab loue fummo ,
      •  Ducunt ipfe fuo collo coUetq; nepotum ,
         Hoc luety  generi cumulatim dona ferentur
                       Mmm   Ate-
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