Page 471 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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              core"/òno apertiinir^, Irquali dicono } Seditìoties eonthai
              pertgrimiaSt donec in eatidem fìmul tonjpiralionem dekctitfit f
              pt tnim non ex tjuauU nmlutudine tonSiitkitur ciuitas > ii<ij
              eùam,netfue inquouù tempore', qua ptopter qukunque lam iti-
              quilinos jujteperunt adnetnu , omnes ferè feditionibm incitati
              fitnt, ceu Sybarim vna cum Tre:(ehqs incoìuerunt ^chei,pofìea
              maiorem in numerum cre/centtt jlihei TreT^eniot pepnlerunt,
       Piimù •  Plinio ncU’ottauo libro racconta, che la touina delli Si*
              bariti accadè per hauer eglino imparato i cauallià balla-
       Ji/rtenat,  re. Ma quello faito è raccontato da Africano nel libro
              de re militari in miglior modo. Cioè, ch’i Sibariti lì die-
              dero à tanta moltitudine di deliiie, che nelli conuiti per
              loro fpalTo introduceuano etiandioi caualli
         .  .                       , liquaii in
                   furono ammaellrati, ch'intendendo '1 Tuono
              della pitia, ò della lira, s’alzauano con i piedi dinanzi in
              alto al numero delle voci del Tuono, ch'anco faceuano'l
              moto, e gclli, e gl'attidel ballo,comc Ibgliono fare i bal-
              latoti ftefl],mà accade vn giorno nella città Sibari edere
              flato maltrattato vn Mulìco Sibarita , e per le riccuute
              ingiurie abbandonò la Tua città , & andò ad habitatc in
              Crotone città nemica dclli Sibatiti  , per cagione ch’in  /  •  i
              vna guerra fatta negl’anni manzi erano dati li CrotoneH
              dalli Sibariti vinti, (non parlo io di quella guerra fatta,
              lotto Milone Crotonefe, douc egli con cento millia Ibi-
              dati vinfe trecento milita Sibariti, mà d’vn’altra guerra
     '        £itta più inanzì) Hora quello Mulìco promife alli Cro-
              toneu dare la Republica Sibarita nelle loro mani,ogn’or
              che commetteflero Tellèrcito Crotonefe lòtto la lua gui»
       I      da, ciò fatto dalli Crotonelì, volendo'1 Mulìco coir.pire
              con elTctto quel, ch’alli Crotonelì haueua promedo in
              parole, chiamò à Te tutti li Mulìci della città Crotone,
              & à loroinfrgnò à lonarc quelle lbnaie,nelle quali era-
              no auezzi ballare li caualli Sibariti. Vcnuto’l tempo al
              fine d'ufcire nella battaglia , menò feco tutti quelli me-
              delìmi mudei, liquali collocò nella prima frontiera del-
              redercito Croconele. Mà non tantofto (ù dato’l fegnoà
              guerra , ch’egli comandò i Mulìci , che fonadcro quelle
                                    fòna-
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