Page 494 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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Q^V ART O.               248
       fecto d'animoj della quale qualità molti huomini fi riero-
       tiano arricchiti. Mà le differenze degrhuominiibno due.'
       perch'alcuni di loro fono perfetti di natura^^ altri fo^
       no perfetti nel modo della vita. Perfetti di natura fono
       quelli,che fblamente fono buoni, cioè» pofiedono in lo«
       ro medefiini la virtùi im'però ch’ella è eccellenza, c per-
       fettione de la natura  di qual fi voglia perfbna. Certa-
       mente che la virtù dell’occhio è perfettione, & eccel-
       lenza della parte della natura delrhuomo; ma la virtùi
       dell’huomo è perfettione. Se eccellenza di tutta la na-
       tura delTilfeilb huomo  • Di più quelli fono perfetti nel
       modo della vita  , liquali non fblamente fbno buoni, naà
       etiandio felici^ perche la felicità è perfettione della vita
       Humana; e la vita humana conila da molte attioni  , e la
       flelfa felicità tutte l’attioni fìnifee, per ch’ogni attione fi
       fa con la virtù  , effendofi anchora accompagnata come
       duce, e guida la fortuna  « La virtù  fi confiderà nel vi-
       fb, cioè, nell’opre, e la fortuna nel fuccefib , onero nel
       fine di quelle. Mà certamente Dio Lenza hauere impa-
       rato la virtù da altro diuenne buono, e Lenza hauere fic-
       co accompagnata la fortuna diuenne felice ; per cagione
       ch'egli è di natura fua buono, edi fua propria natura fe-
       lice, e tale fempre è fiato, e farà, nè mai manca d'effere,
       effendo ch'egli è di natura incorrottibile, felice  , e buo-
       no • Mà l'huomo non è di natura felice  ,* anzi più tofio
       per la difciplina , che riceue,^ hà di miftiero di grandif
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       lima ^ura foura fefiefib  : acciò che fi fiiccia buono perla
       virtù, e diuenga felice perla fbrtuna  . Pcrloche dicia-
       mo» che da quefie due cofe fi Là la felicità humana, cioè»
       dalia lodi, e dalla beatitudine mà quella nafee dalla fbr
                           ;
       luna,  quella nafee dalla virtù • Hanno la virtù gl’huo-
           e
       mfni per lo commertio , e congiuntione della fortuna;
       nondimeno *1 tutto è con ragione mortale. Le cofe mor-
       tali è chiàriffimo, che fono Sparate dalli Dij, ò dalle co
       fe diuine,e perciò Phnomo buono, che fcguc’l volere del
       li Dij, è felice, e colui che fegue le cofe mortali è infeli-
       ce» Imperò ch’à quello ch’è ornato di prudenza, è huo^
                                            "
             -
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