Page 518 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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     •incm^Ugati Boiorum in eampanem traxenmtt vt omniim mi
      bus poftpofitiSi in Italìam concederei. Ecco come apertiffi-
      inamente dimoftra Plutarco, ch*i Boij tcalafciaronofì da
      Romani,e lì diedero ad Annibaie. Anzi Pluurco dice^
      cb'i Boij diuennero nemicillìmi à Romani , più che non
      erano i Carcaginefi in quelle parole; Satis confini magnam
      mdtitudinem ligurum, & gaUonm ad ^rmibalemconfiuxìjljet
      ui non mnorìodio in B^manos ,quàm ppii ardebant . dimo*'
      JArarono anco i Boij vna neraicitia crudeliffima controi
      popolo Romano, quando hauendo vccifo Lucio Poftu-
      mio Confole, hanno fatto vn vafo dal coccalo del capo
      di colui, e tutti vi beuerono dentro, come di ciò nefìte»
      ftimonio Liuio nel terzo libro de Bello Punico, doue du.  LittÌ0,
      ce; hi exertitu Romano deletò poculum ex calua L.TPoSìbt^
      tonfulis fecernni e Ce più teùimonianze mi fàcelTero di mi
      fticro à prouare la ncmicitia,eribbellione delli Boij con
      Iro’l popolo'Rbmano, grandifllma certezza donarcblx>-
     . no le parole di Liuionel primo libro de Bello Punico in
      diuerfì luoghi, e nel quinto libro dcll'iftc(Ib,e Polibio nel  PttHh.
      fecondo libro,e molti altri Scrittori, lequali nemicitie mai
      verfarono tra Brectij,e Romani; perloche non è ben dee
      to elTere (lati condannati à penitenza i Brettij dalli ftedi
      Romani ; e della feditione, ch’hanno &tto i Capoani ad
     ' Annibale,chiari(nmamcteneparlaT.Liuioneire(lolibro  lMÌ0.
      de Bello Punico, doue inducendo le parole di Q^lacco,
      che teneua chiufi in cuftodia li cittadini di Capoa den*
      tro le mura della città,vfa quello mododi dire; T^uUain
      terrUgens eS, nuUns infeiìior populmnamini Bimano, ideo
      eos mfnibno inclafos habeo, tjuia fi qui euaferim aliquot "veint
      fera befiia per agros vagantur^ vi Unìenit & irucidenit quod^
      cunque eìs obuium datury natn alij ad Jfnnibalem iranifuge»
      runt,& alij ad Romam incendendam profeti fimi: e mol te al-
      tre cofe dice Liuioin quel medefimO libro per dimoftra^
      le, che non (blamente  fi rilafciarono i Capoani da Ro-
      mani, ma eciandio hebbero contro quelli neraicitia acer-
      biifima , che Plutarco in Annibaie dice. Campani ita ft  Plnturniy  . >
      fubmiferuntppnOf vi qnafi Ubtrtatis oblith nonfocium in vrbe^
                             fed
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