Page 542 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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Q_V arto:              a7z  ,
       fero al Romano Pontefice» ch*in ogni tempo (ài^à; e che
       facelTero proFcfllone rempre di viucre (btto’l voto delt
       Pubbidienza pouercà,cafiicà»e vita quarefimale,giungeil
       doanchora capitoli alle regole de*fratelli»tantoper ladi«
       rettione,&inrormatione delle perfone, quanto anchora
       per Taumento deU’honore diuino, e debita inllitutione»
       & olTeruanza . Le fielle regole de’ fratelli» (òrelle, e ter-
       tiarij con fette capitoli ordinate furono approuate da
       Giulio fecondo Sommo Pontefice Romano', ch’allhora
       viucua, come conlbnanti alla Chrifiiana religione. Se
       haucadornato’l medefimo ordine di diuerfi priuileegij
       gratie 6c indulgenze»come hanno fatto anchora molti al*
       tri Pontefici» fi come appare per le loro lettere. CodOì<
       feendo doppo'l Santo ellere vicino *1 fine delUifua vita
       per diuina infpiratione vn giorno -inanzi la fua. morte»
       che fii ’l Giobbiadi Santo ; efiendo prefenti molti frati ^
       liquali da diuerfe Proiiintie,e Regni erano à lui venuti»
       nella Mefia cohiientualc hauendo prima prefo *1 Sacrai,
       mento della penitenza dalle mani d’un Sacerdote del
       fuo ordine» battendofi’l petto con molta effufionc di la-
       chrimeprefe *1 Santilfimo Sacramento dcirEucharifiia;
       doppo hauendo refe gratie à Chriflo nofiro Signore»alla
       beata Vergine fila Madre,*& à tutti Santi»efTendofi cele*
       brata'la Mefia  quantunque per la vecchiezza foffe de-
                 ,
       bole,& infermo, appoggiato nondimeno al baflone» che
       fempre fbleua portare nelle mani» ritorhò con  i propri)
       piedi in cella; nel feguente giorno, vedendo '1 fedele, e
       vero fcruo di Dio, che già gli fiaua imminente*! tempo
                                            .
       df partire da quella valle di lachrime,comando, che foC-‘
       fero chiamati à fé i fu jì fratelli,e quelli confortò alla fra-
       terna pace, 6c al reciproco amore con dolcillìme parole»  '
       e con raolcdfalutifere ammonitioni, e fccdndo’l fblito
       còflume hauendo data la benedittione,hauendo già com  i
       pito ’l nouantefimo primo anno, nell’anno del Signore
       mille cinquecento,e fette» nel giorno fecondo d’Aprile »
      ' ch’è flato *1 Venerdì Santo circa l’hora, nella quale Chri
       ilo per noi pati in Croce  fiitcoil 1 legno della Santa
                        |                   ^
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