Page 570 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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             ,
            éarnalf,e dannabile. Douc mentre al fuperiore loro Vri
            Daniello fik data da vn minierò di giuditia vna grandift
            fima coltellata in teda^ e pofeìa ferimendoii colla punta
            della fpada verfo la-fàccia, e'I cuore, conoeriiti (dicca)
            traditore, fenon che morirai crudeliOìmamcntc: £ tutto
            ciò fàcea colui per dare terrore- à gl’altri Tei, che pur fe>
            giiitando, &  il giudice, e certi huomini vecchi loro ùt-
             denti d’cirortargli à non volere fprezzare la gratia del
            Ioro Rè , e le loro mifere vite ; rilpofcro làidamente, ri-
            prendendo colnro,ch’elTendo vecchi, & hoggi mai nella
            tx)cca della morte,e che poco più poteano godere in que
            da vita,anchor voleuano edere coG odinati,che fi lafcia-
            uano condannare l’anime per Tempre neirinferno per
            appoggiarli alla falfa credenza de gl’huomini di quedo
            niondo,& à quella legge, che Tidefla confeienza lotoglir
            dittaua per falla, e che cbiarildmamente lo poteuano toc-
            care con mani, ch’eglino lòno deliberati di voler morire
            per la fede di Chrido«Perk>che diede ’l Giudice la fen*!
             tenza  , che fodero decapitati come nemici della legge di>
            Maometto: e perch’i Santi di Dio allegri, e iubilanti eoa
             infocato fpirito s’animauano l’tin coll’altro, egli pareua
             mille anni quell’hora della morte,riuoltin  i Tei verfo ’l lo-
             ro Padre Fra Daniello gli baciauano le mani, che gl’ha-
             uede guidati à quelle nozze, e ciafchuno diinaildaua la.
             Tua bcocdìttìone,e gratia d’edere ’l primoad ofFerirGalla
             morte per amore del Signorc,ilqujlecon molte lachrime
             ringraiiando Dio di tanto dono, benedicea tutti, dicendo-
             figliuoli miei caridìmi rallegriamoci tutti nel Signore io
             quedo giorno di feda, ches’c degnato di fare, che da ’l
             fine della nodra peregrinatìone, ne vi fgomencrate già.
             mai, perche grAngioliSantifuoi fono quiui pconti tutti
             si datciaiuto,& hanno aperto le porte del Paradifb,doue
             koggi vnitamenteandaremo tra le cotone anchora noi
             de’ Martiri,^ godere la loro gloria in fempiterno. Apena.
             erano finite quede parole , ch'arriuatii miaidri comin-
             ciarono fpogliare  i fette inuitti Cauallieri di Chrido»
             c legate le loro mani dietro^c menarono coloro fuori dei
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