Page 568 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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                     Tenore della lettera.
             Benedertofia Dio Padre di Giesìi Chriftonoftro Signo*
      Lettfré deUt fit
      te nnerttn.
             re, padre dì rnilèricordia, e Dio di tutte le conlblationi,
             che neconlob tutti nelle tribolationlnoUte, Se infegnòs
             al padre noftro Abramo ’l montone nella macchia da far
             gli’l raciificio,efececK’cgli andaife peregrino per la ter*
             ra,e gli riputò la fede ì Giu(litia,la onde meritò ’l titoIo>
             d'amico di Dio  infègnandoci in ciò d^ diuenire 'pazzi'
             inanzi al mondo per compìacere. Se elTcre fanij nel co*'
             fpetro di fua diuina MaoAà. E p'erò ci ne dilTc, andate ì
             predicare l’Euangeiio à tutte le creature, perche non hà
             dà efl'erc‘1 fcruo maggioro dc4 padrone , nè ’l difcepolo  «
             maggiore del maeftro, e Ce farete perfcguitati,confìdera-.
             te,chc prima hanno perfeguitato me. Delle quali parole
             molli anchora noi Tuoi minimi, & indigniifirni lenti, la-
             feumo la noftra patria, e iìamo.uenurrà predicare in ique
             He pani per gloria di Dii», e faltne deU’aiùme noA.rc,ad.
             ediheationede* fedeli Chri(liani,econ(u(tonede gl’infe-
             deli oHÌDati,comc dicel’Apolloloi elTendonoi vn odore
             buono à Dio ad alcuni Temo odore di vita,ad altri odore>
             di morte, nè potendoli lafciare ciò di fare, perche dice 'li
             Siguore; s'io non folfe venuto, e non hauelTe predicato,  -
             eglino non harebbono peccato. Noi cnirammaUj quella.
                                          i
             città di Cotta predicando’! fuo nomc,.c legge fantilH»  '
             ma inanzi airidelTo Re,che riputandoci pazsù n’hi fatto
             incarcerare, Se bor h'è parlò d’auuifanii, qualmente per  <
              b gratia diuina, con tutto che qurai patiamo alTai^
               bmo però confortaci dai Signore grandilK*
                tamente,tenendo gran fiduckin lùadi  t<  .  >
                  uina maieftà, che li degnarà di’ao-  > 1  'tji h  'i
             o   .  cettare la nollra vita in faccin  V  ,
               '  ji/.  £ ciò accetto, à cui è Iblo.  r  'Lir  ,,
               .rnf .  gloria, 6: honore
                       pctì fempre
                        Amen.
                                   Cene
      . 'jr
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