Page 569 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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» Q^V ARTO. igg
Come i fette Martiri furono prefentati inatn^ allo ^è^e gli pre~
éùarono cofiantemente la fedele come perla confrfftonedi
Cbriftofurono condannati d mortele decapitati ,
Cap. XXf'II.
a Domenica feguenreyche fò a’ dieci d’Ottobrc,
L furono] canati la- mattina di prigione i Santi Mar
tiri, e condotti inanzi allo Rè, alla prefcaza del
quale furono grandemente pregati, che fi volef>
fero difdire dalle parole dette contro del loro Profèta, e
contro la Tua legge. Ma eglino allegramente, c coftante-
cemente rifpofero, che non poteuano dire altrimenti da
quello, ch’haueuano detto, ellèndo che quella c l’ifiella
vcrit^,anzi gli cominciarono per lo cótrario ad elTortare,
che lalciata homai tanta cecità, che lor tenea nelle mani
del demonio in quella vita, e che lor conduceua nella
dannatìone perpetua nell’altra, ahbraccialT'cro la vera,&
vnica fede di Giesù Chrifio nollro Saluatore, che per
amore di tutti gl’huomini, elTendo Dio, volle farli huo-
mo,e morire nel legno della Croce per liberare tutti dal-
l'eteroa morte, e ch’afcendendo al Ciclo n’apparecchiò
la gloria fempiterna. Mai Mori Tordi à tutto ciò, che S
diceua,deliberaronofepararci Santi diX>io, ogn’uno da
per fe,& à ciafchunodi loro cominciarono olfrireargen-
to,& oro,e dignità da parte del loco Rc,& vltimamen-
te à minacciate tormenti crudelillìmi inlino alla morte,
fe non li conuertilTcro alla loco legge. Tutta però in va-
no era quella perfuafione, e quello minaccio di morte :
>erchc*l Signore hauea li faldamente fermato la mente
1oro con quel chiodo dolciUimo del Tuo anaore,che tutti
dicenano dentro del loro cuore le roedelime parole di S.
Paolo. Chi ci Tepararà mai dalla charità di Chrifio? Nè
coltello,nè criboìationi,nèfauori,nè ricchezze del mon-
do, nè diletto della carne, nè altro mai . Perloch’eglino
àrpondeano audaccmente,e ributtauano i loro colpi ac-
cufando Maometto per maledetto,e la Tua legge fporca,
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