Page 580 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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t LIBRÒ!

             (}c, e pet fcndelU tcncua vn frammento di vafe di tetra à
             Il cibo Tuo alcune volte era di pochilllmo pane, e'I bere,  /
             di pochini ma acqua, alcune volte era di Iceumi cotti, 6c
            altre volte di Frutti non domcnichi, ma leTuaggi, come
            fìrcelle,morcelle,acommare,pomi feluaggi,  altri. Nel
            tempo della Tua vita trapafsò vndici coniinoi meli fenza
            hauereguftato punto di mangiare cofa liquida, òi cotta .
            Stauabene Tpclfo dui giorni continoi,e tre, & alle volte
            cinque,& altre tante notti fenza mangiate, e lenza bere.
            Hà fatto la l'anta quarelìma ordinata dalla 6anta Chiclà
            lènza cibarfi,cccetto che della picciola collatione. V n'al<
            tra volta digiunò fclfanta giorni concinni fenza mangia-
            re, folo che due fole volte in tutto quello tempo; e tanto
            attendeua alla fanti:àdcll‘opre, chetante forme di viue-
                                          >
            re egli olTeruaua,quante legeua elTere ftaceolTeriiate dal
            li Santi Padri* Tanto lì compongeua neH’o.atione , che
            non pareua mandare da gl'occhi gocciole dilachrime,
            ma pioggie, c ciuoli; nelle concemplatiuni era tanto in-
            tento,ch’è llato molcillìmc volte rapito in ellali:quando
            dalla tentattone della libidine era alTalcaco, cadigaua, e
            .raffrenaua quelli incitamenti con flagelli di lpine,e d’ur-
            tiche. Egli non folamente hà patito aflanni, e tentationi
            ìnuilìbili dalli demoni), ma eiiandio molti aH'alti vilibili,
            c da tutti (mediante la diurna gratia) è flato liberato. Vn
            giorno flando'l Beato Nilo nel monafletio, è flato dal
            demonio percolTo con vna mazza nel capo, per lo quale
            colpo rìceuè vna crudele, e dolorofa lerita, dalla quale
            per virtù diuina, nella notte de’ SS. Pietro,e Paolo, mcn-  ’ /
            tre che con Santo Fantino flaua nella Chiefa cantando!  A
                                         ^
            Salmi, è flato miracolofamente guarito. V n'altra volta’l
            diauolo gli donò vna mortale ferita, ma dall’Angiolo di
            Dio à flato fanato. Hà fatto per diuina virtù molti mi-
            racoli, perche liberò aflediati da (piriti maligni, efànò
            diuerfe infermità £ flato anchora dotato da Dio dello
                    .
            fpirito profetico, e molte cofe hà profetizato, e molti fe-
            creti delli cuori humani hà dichiarato : imperò che tra
           molte altre fue profetie, hà egli profetizato la miferabile
                                  roui-
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