Page 583 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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a r t- o;
     Ia Puglia, che fti edificato nel monte Gargano, e nel rW
     tornoandb ad alloggiare nel monaAeriodel Beato Nilo,
     c mentre dà lontano vidde ouel monafterio , dilTe; ecco
     neireremo i tabernacoli d’Ilraele ; ecco i cittadini delU
     CeleAe hierarchia; coftoro non come cittadinami corno
     iatori habitano in qae Ai luoghi:Mà*l beato Nilo vedea
     do che l'Imperatore s'accoAaua , v/ci con rutti gli Tuoi
     Monaci ad incontrarlo colla Croce in proceflìune,e eoa
     grandiAìma pietà,& humiltà bàhonorato TiAcAb Impe
     ratore.e l*hà accompagnato fin dcncro’l monaAerio.Dop
     po ch’egli,erimperatorehebbero di molte cofe ragiona*
     co, tra Taltre oAcrte pto.niAe l’Imperatore darli'in qual
     fi voglia luogo, ch’egli volcAedelfuo Regno vnmonà*
     fterio dotato di moltilfime entrate; mà’l beato Nilorinoa
     ciò aAatto queAa fi fatta oAierta: perch’egli mai hà volu-
     to riceuere da qual fi voglia huomo del mondo tempo-
     cali ricchezze. Mà l’Imperatore vedendo ch’egli non
     accettaua la prima promeAa,& oAerta.foggiunrc dicen-
     do; dimanda dunque da me qual fi voglia cofa defidera’l
     tuo cuore,come fé la chiedefie da vn tuo proprio figliuo
     lo, ch’io volentiermente la concederò, e’I Beato Nilori-
     Ipofe; io non hò dibifògno ò Imperatore di cofa alcuna
     aci tuo Regno, eccetto della fàlutedeiranima tua: per-
     che quantunque Tèi Rè ; nondimeno Tei mortale come
     ogn’vnode gl’altri huomini del mondo,e ti rarà.ncccfra-
     rio fiirti prclente inanzi al giuditio del gran Rè Dio, Se
     iui rendere ragione di tutti gPi beni, e mali , ch’hai opra-
     to . llch’intendendo l’Imperarore toAo cominciò à pian
     gere,e togliendoli la corona diede quella nelle mani dei
     Reato Nilo, e da quello riceuendo labenedittione fi par
     tl per andare in Roma. Doppo alquanti giorni che l'Ira
     peratore entrò in Roma , nacque nel pòpolo Romauo
     vna crudele feditione , per laquaiepartito Tlmpceatore  .
     dalla città,métre fuggiua,dairiAe(Io popolo è Aato vcci-
     fò.Doppo che queAo inrelè’l Beato Nifo,partitoda quel
     nonaAerioandò in Frefcate città conuicina à Roma,
     aèciò ch’iui confumalTc qucll’altro poco di vita, che gli
                      £ e c e  rima-
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