Page 581 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
P. 581
Q^V ARTO. »9i
rouina,che douca patire ratta Calabria da grAgàrcni, e
Mori . E quando doppo quelli giunti in quefte parti co-
minciarono di(lruggcrla,iìn che giunfcro nella città Tau
ria-no, doue era *1 monafterio di S. Mercurio, vedendo
egli, che già la prouintia andana in rouina } fuggendo
andò nel monaderio di- S. Adriano,ch’allhora era piccio-
lo oratorio,& iui per vn pezzo dimorò con dodici difee-
poli. Stà quello monafterio intinoad hoggi nel conuici-
no di Befignano,comes’c detto E ftato'l Beato Nilotaa
toamico,& olTeruatorc dcirhumiltà,che mai volle preti
dere ordine facro. Mentre egli llaua iti S. Adriano, oc»-
corféche pafso da quella vita’l Vefcouo di Rollano,
egli con volontà vuiforme di tutti, & applaufo grande
del clero, e del popolo è llatoclttuo VefoBuodi quella
città ; Ma egli guidato daircllcm^io di Chtillo fuggi in
vno occolto deferto, fin ch’è dato in luogo luo eletto
vn’altio Vefcouo. Fnggiuaqudlì come vnapcfte lacon-
tierfatione dclli Prcncipi,c Signori, 6c altre perfone gran
di del mondo,quaniunque egli per la fama della fua fan
tirà folfe noto à tutte quali le perlone nobili del mon-
do. Fuggiua anchora come dalla faccia del ferpente« e
come dal mortale veleno ramicitia,e conuerlatione delle
donne, e diceua à lìioi fratelli ; dice djroe'l diauolo,que-
Ao monaco è luto, lo bagnarò coll’acqua, cioè, colle la-
chrime delle femine, e lo farò liquido, intanto che di lui
farò quel,che mi farà in piacerc.Mai hà fopportato egli,
che le donne entraflcro nelle fue Chiefe, e monaAerij .
Solamente mand.mdo lettere à prelìdenti,& vffitialidel
la giuditia moltilTime volte hà liberato huomini dalle
carceri, e dalla forca. Mentre ch’egli vn giorno llaua in-
;enocchiatoinanzi al CrocefiUb pregando ChriAo, che
fo liberalTe d’nna certa tentationej eche ù degnalTe dar-
gli la fua benedittionc , l’imaginc di ChriAò Iettando la
mano dal chiodo. Col quale Aana inchiodati nel legno,
gli diede la fua benedittionc . Partendoli doppo da Ca-
]abria,andò più oltre della prouintia di terra di Lauoro,
e per i prieghi dell’ Abbate, e monaci di monte Gallino
dimorò

