Page 586 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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la diaina roaeftà il B.Barrolomeo,fperando che pet mez>*
zo Tuo egli (ì riconctlìarcbbe con Dio. £ per ciò lo chia-
mò à rc,alquàle con molta riucrenza, 6c humiltì mant-
(eftò '1 iho peccato, e da colui dimandò la conucneuole
medicina della penitenza . Ma ’l Beato Bartolomeo non
•teerrito dalla maielU pontifìcfle, non haoendo riguar-
-do alla dignità dell’honore, non contemplando l'altezza
dclli doui,come fogliono fare alcuni,ma folo al rimedio^
6c alla fanità del male , ch’era molto difficile à gnarirfi »
ingiungendogli la penitenza didc ^ non è lecito à ce ce^
iebrare la Santa MclTay ma di quella alta dignità fà che
Vachi , fc delìderi hauere la maieCtà dinina à te fauore>>
uole , laquale tanto granemente con i tuoi peccati hai
concitato ad ha tlaqual cofa intendendo’! Sommo Pon-
«efìce,fubito lafciau la catedra Pontificale da fé Hello £
ipogliò del Papato. (Giudicano alcuni che quello fblTc
itato Benedetto nono, & altri credono che folTe Hato
Clemente fecondo.) Stando ’l Santo nel predetto nio-
Ballcrio di Grotta Ferrata occorfe vna crudcliffima fa-
me,e carellin, per cagione della qual'egli difpensò à po-
neri, eperegtini quante coTc haueua nel monaherio, c
non hauendo doppo che colà più da diHribuicCy nè po-
tendo per pietà vedere tante calamità de’ bifognoh,pard
dal monallcno,e drizzò ’l camino verlb Roma,e mentre
per lo camino Hanco lì pole vn puoco à dormire, gl’ap-
parue inlbgno S. Gregorio Papa, e granemente lo ripre-
fe per haucr egli abbandonato ’l monallerio,e lo confor-
tò,chc ritornalTc indierroal detto mooallcrioye che po>
nelTe tutta la Tua fpcranza in Dio,e gii diede vn vafettov
dal quale Ipiraualoauiffimo odore. Suegliato che fu dal
iònno ritornò nel monallerio,alqoale vn huoroo diFre-
Icate diede cento tumuli di grano. Se egli intieramente
lo difpensù àpoueri. Vilfc doppc^l Beato Bartolomeo
molti anni con grandiffima fàntità di vita, c doppo, ha-
nerc datoeiridenti fegni della Tua fantità, volò giotiofb
in Ciclo. Lo rimanente della vita fua apunto come quel
monaco fcrilTcyfì ricroua in quel librO}. ch’io pocoinanai

