Page 587 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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                 Q_V ARTO.             ipf
          nominàto nel monaftcrio di Grotta Ferrata» che per
       non haueilo potuto hauere ì mia volontà, è ftatocagio-
       *ne,ch*io non hò fcritto più del rimanentC)Ch*occorrc alla
       vita del predetto gloriolo Santo •
                                           I
       Della vita, e fantità del glcriofoi e Beato Stefano da Beffano
          monaco deU*ordine di S» Baftlio, e difcepolo di S. T^lo
              i^bbate^,     Cap.  XXXI,
        E    Stato cittadino di {lolTanò nel tempo d%l Beato  s,stefd»9Ìs
              Nilo*l locato Stefano monaco deH’ordine di S.
              Ba/ìlio difcepolo dell’ifteflb Beato Nilo. Colìui
              nacque d’humili,e balli parenti, cdal principio  RoJfJn»,
        della Tua fanciullezza cominciò elTercitare la vita fua
        •
        nelle campagne  •, elTendo doppo giunto all'età d'anni
        vent'uno innamorato della vita monadica andò à ritto-
        uare'l Beato Nilo,& à quello aperfe *1 fuo penfìeroj ciò
        intendendo’! Beato Nilo, e fapendo» che colui hauea la
        xnadrc,.e la forella, lo confonò, che ritornaffe in cafa à.
        nodrir quelle^ alquale Stefano rifpofcj non ritornarò al-
        trimenti, perche non fon io, che loro nodrifeo, ma Dio è
        colui, che loro mantiene inuita,e pafee. Vedendo'l Bea-
        to Nilo che quello era hiiomo femplice, l’accettò in fua
        compagnia,e doppo *1 fecondo anno in quella grotta con
        uicina al monaderio di S. Mercurio lo vedi airhabito
        monacale. E dato quedo Stefano tanto femplice» che’l
        Beato Nilo per molto, che s’ingegnalTe ammaedrailo,e
        farlo ifperto,ciuile, & accorto nelle lue opre, mai bà po-
        tuto ^re profitto alcuno. Doppo chepadarono tre anni»
        c vidde’l Beato Nilo, che coditi non poteua iftiparare
        colà alcuna: acciò che dall*intutto non lì rimanell'c igno
        rante, cominciò con parole afpre, con ingiurie. Se. alle
        volte con battiture riprenderlo. M? egli di buono ani-
        mo » e con allegrezza mirabile ogni cola fopportaua » e
        non curando quel duridlftip elTercitio di fatica, che fa-
        ceua nelle molte vigilie,nelle quali s’cirercìtaua,in tutte
        le cofcemulaua^ Se ingegnauad imiure ’l Beato Nilo.



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