Page 32 - Amailtuolavoro
P. 32
anestetizzato per quanto possibile attraverso una falsa “messa in sicurezza” della propria vita:
prioritizzazione di guadagni materiali e/o piacere sensoriale fine a sé stesso (“delocalizazione”
dell’ io-me rispetto al proprio sé consapevolizzante), passiva evasione dalle sfide
consapevolizzanti della vita (surrogazione dei propri sogni di un tempo che fu - se mai vi furono
- con loro tacitamento e attivazione di illusioni-fuga), forme di violenza, o altro. Psiche che così
facendo non trova né via d’uscita né riposo mentale poiché le sfide di crescita di cui la vita è
caratterizzata sono utili allo sviluppo di un sé forte caratterialmente, responsabile-consapevole
- e dunque calmo - e non trova inoltre connessione intima con l’infinito di bellezza emozionale
e mistero da cui si è avvolti nell’universo, dalla cellula al cosmo; dimensioni di conoscenza-
bellezza che ci invitano ad immergerci in esse per riempirci nel profondo a sazietà stimolando
la ragione alla curiosità ed al suo profitto di valore aggiunto: conoscenza dei principi che
governano la dimensione spirituale e conoscenza delle verità scientifiche che governano la
dimensione fisica.
È una psiche-costrutto che deve essere studiata, compresa, illuminata, consapevolizzata,
pacificata immergendoci in essa mettendo da parte le paure relative al passato che in essa va
affrontato e ri-vissuto, metabolizzando, ri-proporzionando, ri-contestualizzando con misur-
logicazione i contenuti emotivi, “surriscaldati-agitati” o “raffreddati” (se non cinicizzati) “ri-
pazientandosi”, perdonandosi gli errori e perdonando, da una prospettiva più alta. Ciò significa
fare un lavoro interiore verso una consapevolezza in cui la mente si liberi da limiti e da desideri
che sembrano inerenti alla propria natura e che in realtà manifestano sproporzionamenti della
realtà ed adattamenti sostitutivi insalubri, reattivo-compensatori che in definitiva hanno un
opposto effetto depotenziante e de-felicizzante poiché non alimentano un processo di
integrazione personale ed inter-personale; si rimane divisi in diversi “io-me”: in una data
situazione si è una persona, dopo un po' si “tira fuori” dal costrutto identitario un altro me di
personalità, in una fluttuazione di umori anziché in una stabilità di forza di principi e convinzioni.
Ciò che era vero ieri non lo è più oggi, soprattutto quanto si è chiamati nel momento di verità a
raccogliere le forze necessarie per la sfida ed uscire dalla zona di comfort, che richiede, per
esempio, maggiore forza di costruttività caratteriale rispetto alle forze deboli di una mera critica
che ha scopo di difendere (consciamente o inconsciamente, come detto prima) il proprio
insicuro costrutto identitario.
La cultura odierna, che non è (ancora) di tipo integrato spirituale-materiale (ma spirituale da
una parte e materiale dall’altra con un profondo solco in mezzo), esprime nel suo insieme forza
difensiva di “inconscio collettivo di identità disunificata” nel tendere a condizionare al ribasso i
personali valori spirituali avvolgendo con una nebbia di confusione la capacità innata di ragioni
del cuore di principio dell’essere umano di strutturare il proprio pensiero secondo una logica
coerente che trovi assolutamente saggio e profittevole perseguire un percorso di
autenticizzazione personale con consapevolizzazione identitaria, che non muti al mutare delle
circostanze, ma sia coerente nel perseguire dei chiari obiettivi di integrità personale; cosa che
richiede di rimuovere gli elementi di disturbo-dissonanza alla crescita spirituale che si
mimetizzano nel costrutto identitario. Non si è in vendita rispetto a delle convenienze
acquisitive (acquisizione di aspetti esteriori-materiali vista come più importante
dell’acquisizione di forza di principi) o in svendita; il proprio “ikigai” profondo guida il praticante
dell’autenticità a “dimenticarsi dei vari me” (per esempio superamento dell’ego accentratore
per colmare aspetti personali di debolezza), a essere nel qui ed ora, ad essere grati per le piccole
cose, fare ciò che si ama davvero e offrire un contributo di armonia e sostenibilità al mondo
partendo dal proprio piccolo, ma che invero è potenzialmente assai grande.
32

