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  Bugie

                  Giudizi “dopanti” o “anestesizzanti” – piccole o grandi bugie - celano o annebbiano a sé
                  stessi, per 'paura sfuggente’, la volontà di non capire la verità complessiva dei fatti, celando
                  o annebbiando a sé stessi alcune proprie responsabilità, corresponsabilità o opportunità di
                  investimento personale in detta realtà complessiva dei fatti; la cui narrazione reale non si
                  vuole raccontare a sé stessi, per difetto o esagerazione: le “orecchie interiori” (ascolto di
                  coscienza obiettiva/consapevole) e quelle fisiche (oltre che i propri occhi fisici) non sono “in
                  fase” a causa del focus sulla propria artefatta narrazione (a volte semplificata, a volte resa
                  complicata), che esprime un criterio misuratorio arbritario, indotto e non reale, basato su
                  un’offuscata ed alterata  visione di  sé (auto-immagine) e  di quest’ultima in relazione al
                  mondo per come lo si vuole vedere e che non corrisponde alle proprie speranze. D’altra parte
                  le pressioni socio-ambientali basate su una visione “dopata” o “anestesizzata” della realtà, e
                  fondamentalemente su un senso di esistenza percepita come mancanza, crisi e perdita da
                  colmare (ma che  mai si colma  davvero),  alimentano o determinano questo distacco dal
                  proprio sé profondo e consapevole che ricerca invero le verità di principio che intreccino
                  insieme positivamente gli aspetti della vita permettendo di vedere la trama di una possibile
                  interazione sviluppativa. Se non vi è sospensione e distacco almeno temporaneo dal giudizio
                  “dopato” o “anestesizzato” - emotivizzato “a caldo o a freddo” – attingendo a forza interiore
                  di assertività basata su  profondo  ascolto  interiore  intuitivo-riflessivo  ed  empatico nei
                  confronti di figure di riferimento valorizzatrici, non si potrà giungere alla comprensione, che
                  è alla base della propria originale espressione del diritto di espressione creativa.
                  Le  piccole o grandi  bugie  si manifestano come  giustificazioni e/o  accuse, con credenze
                  dogmatizzate, emotive e di omologazione che alimentano l’illusione ed il dolore.

                Dolore
                  Dolori  da effetto di “dopaggio” o “anestesia”  per  autosomministrazione di  surrogati
                  identitario-relazionali  compensativi anziché di rafforzamenti relazional-affettivo-
                  consapevolizzanti: di fronte alle difficili sfide della vita il proprio costrutto identitario tende
                  a sentirsi inadeguato e la propria voglia di felicità può essere offuscata oppure “offesa”; ciò
                  può condurre a relazioni di attaccamento-dipendenza relazionale nei confronti di qualcuno
                  per “prelevare” elementi di identità oppure può condurre a volontà di rifiuto di relazione
                  amicale,  rifiuto che si basa  su  sentimento  di  sfiducia, risentimento, indifferenza o  odio
                  competitivo e generalizzato.  In questo contesto di fiducia-sfiducia e amore-odio, si
                  determina una situazione “contrattuale” soggetta ad una qualche forma di “disciplina” di
                  mind game (analisi transazionale) con aspettative più o meno forti e situazioni anche di non
                  perdono e punitive e ad ogni modo basati su presupposti relazionali condizionali.
                  La spinta identitaria al divenire è un’aspetto centrale dell’essere umano, molto connessa alla
                  dimensione  visionario-immaginativa, a quella dello sviluppo espressivo-comunicativo e
                  quella del senso di forza personale; andrebbe sviluppata nel rapporto affettivo genitoriale e
                  secondariamente nel rapporto affettivo con i coetanei, fratelli, cugini o amici, che si trovano
                  su un livello di consapevolezza lievemente  maggiore  (e con quelli su un livello di
                  consapevolezza lievemente minore, dal punto di vista del mettere in pratica quanto appreso,
                  con atteggiamento fondamentale di dare-condividere). Tuttavia le ferite emozionali (dolore
                  psicologico lieve o forte con tutto ciò che vi è collegato: senso di abbandono, di ingiustizia,
                  di rifiuto, di umiliazione, di tradimento) possono creare un blocco nel fluire del personale
                  flusso interiore  manifestativo  (intenzionalità nel  divenire) e  flusso interiore  realizzativo


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