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osservazione-percezione di sé, grounding ed accettazione delle difficoltà che la Vita offre
                  quale percorso di crescita. Dunque una presa di coscienza delle necessarie delimitazioni tra
                  il vero ed il falso-immaginativo ed una scoperta, accettazione ed adattamento “principio-
                  metrico” alle opportunità di crescita offerte dalla Vita, intessuta di principi-potenzialità e
                  laboratorio di apprendimento e sperimentazione di detti principi, ove attingere le vere
                  emozioni e conoscenze che sono nutrimento per l’immaginazione e la creatività.

                Paura

                  Un certo grado di scissione psico-bioenergetica tra mente e corpo è condizione più diffusa di
                  quanto si possa pensare;  per esempio, nei casi accentuati, la struttura caratteriale
                  schizoide/creativa, persone molto mentali ed immaginative e con limitate vitalità fluida e
                  senso di grounding nella realtà. Separati dall’esperienza della vitalità-verità del proprio corpo
                  e  dall’esperienza del mondo naturale  vivono  uno stato dissociativo.  In questo stato di
                  scollamento le  azioni  diventano  a volte  compulsive,  non  più guidate dalla coscienza o
                  radicate nelle sensazioni, ma alimentate da un’urgenza inconscia di creare un ponte tra
                  mente e corpo a qualunque costo. Non sorprende dunque che alcuni terapisti trattino questo
                  tipo di disagio psicologico aiutando il paziente a prendere consapevolezza bioenergetica del
                  proprio corpo attraverso degli esercizi di radicamento per “uscire” dalla propria astrazione
                  mentale ed entrare pienamente nella sensorialità corporeo-energetica, oltre che soprattutto
                  consapevol-vitalizzante, del proprio veicolo di sperimentazione, profusione energetica,
                  apprendimento e sostanzializzazione di principi di sviluppo caratteriale quale è, appunto, il
                  proprio corpo fisico. Veicolo che rappresenta la forma solida della propria esistenza (rispetto
                  alle forme  più fluide rappresentate  dai moti  della mente e dell’anima). Esercizi che  nel
                  paziente fanno emergere alla propria consapevolezza blocchi psichici del passato che sono
                  intrappolati nel proprio costrutto psico-bioenergetico, come se fossero stati messi in un
                  congelatore. Su questa base  di consapevolezza  questi blocchi possono essere
                  assertivamente rimossi.
                  Privi del controllo grounded-energetico-assertivo del proprio corpo si è delle comparse in
                  questo mondo ad alto tasso adrenalitico e competitivo; ed il mondo, come si sa, è spesso
                  poco attento nei confronti delle inespresse unicità-capacità potenziali delle persone di poter
                  contribuire con  idee, progettualità e passione. Qualità inespresse poiché non
                  consapevolizzate; che in realtà “battono” al ritmo della Vita e desiderano esprimersi dal
                  profondo di sé, dal cuore. La forza per fare cose importati c’è potenzialmente, ma per uscire
                  allo scoperto è necessario sviluppare le ontologicamente intrinseche qualità caratteriali -
                  fede, passione, pazienza e tenacia. Necessario quindi  sviluppare capacità di resilienza e
                  pronta adattabilità di unità mente-corpo per rispondere con tutto sé stessi - e non con parte
                  disunificata e parziale di sé - alle sfide di crescita caratteriale della vita; sfide che richiedono
                  il coinvolgimento di tutto sé stessi, altrimenti è un continuo rimandarle.
                  L’elemento più  sottostante  alla consapevolezza,  aspetto  dinamico di una delle  quattro
                  fondamenta caratteriali, la tenacia, è l’istinto di sopravvivenza. Quando viene soddisfatto
                  nelle proprie necessità  fondamentali diventa come una specie di routine di sottofondo,
                  permettendo  così alla nostra coscienza di impegnarsi più liberamente in altre attività;
                  mentre quando viene minacciato domina tutte le altre funzioni della propria coscienza: dove
                  sono i propri pensieri  quando si è minacciati  all’improvviso da un assalitore, quando la
                  propria vita è in pericolo o si deve affrontare una grave malattia? In quei momenti molta




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