Page 178 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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S'jE C Q NiD O. pò
•^4 ^ablkco bando » leda lui cotnegmdioe fiMOOO-dilUi-
i>uite4 (m\ nobili citudini Loofaluqvali.proeurarouo 1»
aoua amicitia col popolo Romano. Polla la cittià
Jn pace volfe partire Scipione , e ritornare in Sicilia, la-
rdando in Locri Quinto Plcminio Prelidonre della cit- S^ftemink t
tà; al quale diede in poteftà la fortcSt^a del caftcllo, nella /ire miiiHiti I»
Ltm,
quale douelTe rided'o Plcminio habitare. iMà molto più
miglior cofa farebbe data per allhora alti Locrefì (dante
jl’iniquiià,qiiarusb Plcminio, e Tuoi Ibldati,) che fodero
dati ritardati per vn’altro poco di tempo lotto la poied-à
d’ Annibale Cartaginefe. Imperò che dopo la partita di
Scipion^a Locri,còminciò Plcminio con incredibile ini
quità trattare la Republica Locrefe,& i fuoi foldati non
lafciaronofceleragine alcuna, qual'in Ix>cri non hauef-
fcro oprato, fenza ch’egli come giudice ficcde cifenti-
mento digtuditia. £ qucdo procedeua, perch’egli era
molto più maligno,dc cmpio,ch'i fuoi foldati: c non tan-
to coloro oprauano di male,quanto egli tolleraua, e mi-
normale farebbe dato,quando non gli hauelTe dato ani-
mo di fare cofe peggiori . Imperò ch’edcndo egli,c fuoi
foldati tutti dediti alla luduna,& auaritia,non (blamen-
te douunqueritrouauano le donne Locre(i,gIi vfauano
'ogni atto dishonedo, c vituperolb mi eiiandiolc fpo-
:
ghauano per arricchirli delle vedimenta di coloro,e tan-
to s’ad'acrecero in qucdo modo di rubbare, che n’anco
portarono riuerenza al tempio di Proferpina, al quale fat
"temfiè 4Ì Pré.
ci peggiori di Dionilio tiranno,fa<rcheggiarono,e l'po firfmM L»crefi
rono,(i che non lafciarono cofa alcuna di valore, da tan-
te monetc,c vali d’argento,c d’oro, quanti nel (acro tem ^*^>"**^*"^
pio, per ornamento di quello, c feruimenio ne’ (àcriiìtij
della Dea (1 riferbauano. Mà non molto tempo dimorò
Pleminio, e fuoi foldati in quede fcclleiaggini , ch’i Di;
Veivlicaiori di (ì graui delitti, à tali atti enormi fecero
£orrifpondenza,con i debiti cadighi. Vero èchcquaivdo
in quede parti d’Italia trapafsò Pirro Rè d’Epiro , e ne
gli abbattimenti quali diede alle città Italiane , vinfc, t
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fogliò molte di quelle, tra l'altrcnon potendone gli
Z a abbat-
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