Page 180 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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         ^   9: 'E C O NID O.  pi
      -nc, furono da iToldati'dcili tribuni delb cittì vccifì. Mi
      'Plcrainiò Éarfc imaginandoC,ch\tnco in tempo di quella
      ribellione /irebbe da Locreft vbbidito*,comandò ch’i Tri
      bum fofferofotiopofti al caftigocon cflcrcal publkc bat-
      tuti: inà dalb roidaci de' tribun^ilciììyè ftato riftelTo Ple-
      minió alFaltato^e dopo molte ingiurie, e battiture lafcia-
      to quali moLto^ colnalo, & orecchie tronche. Quando
      dopojPlcminio Ili guarito prefe quelli fteili foldati,foum
      i quali hauendo 'oprato ogni forte di tormento pollibile
      i riceuerli da corpo bumano, crudelilEmamentc vccife.
      J^Ie pure fatio delle penecontro di coloro oprate, mentre
      cb’crano in vita, fatto anchora dopo la morte pii\ ctude-
      Ic.non pcrmife ch'ì coloro fòlTe data fepoltura Con le
                             .
       fteflcpcncha fatto anco Plcminio morite alcuni Signori
       Locreli,per haner intefo che coloro haueano hauuto rie
      corfo à Publio Scipione prefetto di Sicilia, per prouilioi>
      ne di giullitiacontrodi lui. Ma non quiui finironoi Lo-
      crclì: imperò che dillinarono alcuni Ambafeiatori, quali
       douelTcro riferire tutti gli atti di Pleminio, nella prefen-
       £a del Senato Romano, doue giorni (dice Liuio) Vnodi  T.
       coloro io quella guifa cominciò parlare j Vn Fano lì ri-
       troua apprelTo noi ò Romani, dedicato alla Dea Proferì
       pina, della cui fanticà credo cb’alcuna fama Ila venuta
       apprclfo voi : nondimeno nel tempo che Pirro volle ve-
       nire i fare guerra contro le città del popolo Romano
       citocnando colui da Sicilia,dopo che giorno fii in Locri,
       tra gli altri mali ch’ha fatto à noi Locrelì,pcr haùerci co>
       nolcituo huomini fedeli, c di grandilHma fermezza nel-
       i’amicicia voHra,li diede alare male ànollri Di), che già
       elTcndo il predetto Fano di Proferpina ricchidìmo, i cui
       tclori non erano Ilari anchora (rodati daperlbna alcuna,
       mà «'erano fempte tifetbati intattr.pcr feruirio,& honore  •
       della Dca,(lefe l’empia mano à làcchcagiargli, & in lat-
       to fpogliò quel lacro tempio di tutte le lue ricchezze,
       ma todo che fu polla la moneta fu le natii, & egli afeefe
       con tfuoi foldati à nauigare, è llatod’una crudele tem-
       pclla sbattuto nelle nollic roarcmnac 5 & elTcndolì nel
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