Page 181 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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              AMtc Cigni co(à (bmmotfàfaliro JUMiiiautieiàiiiivibfetliS
              /la iàcr» rucmcta delia Dctt^quale con mtte raltre rolite
              dei tempio raccolta ncl.lido dd mare, iù perurdine dei^
                                           I
              i'eiiipio&è»'dqttaÌe>CDnabbe’i'>m dttUi Dij«iatietaraence
              -Gotlocata nelio ftdib canaio di Ptbiòrpma. e dlallhosaia
             j»hre mai pià ooTatdi buono; ]^ioà jicoàdiica» imperb che
             t^Uc^acimo d‘lcalia> volendo ia-teapOftliinocte liemetà^
              «tamonteenctarcin ArgoSfè ftatoda citeadini milbramea
              4>e vcciib . Dopo ;BOD molto tempoy i noftei antichi ciccai
              dini^dfettdoaggrauati dalU;guerra.»xoramoira contro di  -
             4oto da -Ctocootdì *,:perchiil tempio della Dea era fuoii
              della-c(tià,-haniia£tctodciibeÌ'atione:i nodri Loerdìteii^  I
             •(portile quel celòro-in altrolnogo,' dentro le mura delJi'^
              citià^e mentre^ftaoano in qaefto peohero, ecco che nel-'
              ja lèguente notte fu intdà vna voce nella più intrinlcca’
                                          >
              |>arccdel facto tempio, la quale dilTcjchc non doucflno i
    ^                                     I
              Locrefì indi cauare le monete^e rtarporcarie alttoue,per>
           ^  ch’ellada fc dellk;eca potente ù difendere il fuo tempio.  .
              Nondimeito i Loecefì per zelo di religione, fenza mone* *
              Teli wlbro,0uerottafpórtarlo in altro luogo, hahno fai*-'
              to penlìero di/ortifìtare il tempio, con cingerlo d*un for-^
             lidìn'0'rouro,& era già la fàbricaquaii ridotta ad alquatì
             ta conuenientealtezza,quale difubiioper miracolo del*
          _  la Dea,cadiica,andc> in rouina,e ciò non per altro occor*'
             fc, lolo perche la Dea volle dare d’intemiere; non fare à
             id  miftiero l’aiuto de gUhuomini
      ^                        , per di^fa. del Aio
                 c finite che furono qucllcipatole, cominciò Tiftef  '
             ^ Amhafciatorc raccontare la gtandiflrmafcclleragginCj
    ^           '^soJ’lcininio contro riftefla Dea, alle quali paro-
             le, dopo che molto bene furono dal Scnato.Romano in-
             tdc,dall’illdIo Senato fù datarifpoda, per bocca di Fa-
             bio. La volontà del Senato Romano eflcre, che Plemi-
             Dio vad.itron carene legatoin Roma, e Tempre che A ri-
             U'ouallc veto,quantO da Xx>crefi è’ilatO'ifpoAo fòlle, co-'
             lui dentro le carceri vccWb, e le fut tobbe polle à publi-
     ,
             cobando; perchc l'ingiuria,qual egli haTittoalli Locre-
             fiifò riceuuu dal popolo Romano, ilqualcfcmprc hebbe  '
                                    i Lo-
             /
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