Page 231 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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                     LIBRO
              commentari) deU'Argonautica d’Orfco, doue fi raeti»
       situati^  rione di Sinares«al quale fu date il cognome de marafb>
              chi • perche doccilllmo nelle cofe della natura primo o(^
              fecuò che’l vitello marino lì paTcea in terra, & hauen-
              ^olo prelb  , rìtroab in quello molte virtìi medicinali ,,
              le parole d'Érmia fono in quella forma. Maraphocbis fìat
              appellatHS Sinaresthk enim fùbtilius de natura edifierensy pii-
              ptus apud Gnidum marinos jixas terreiìribus vti cibù afpexitt
              ex quorum preda rmdtis medicamenta parami ; bine & Focie
              ciuitas, & Marafochides qui ex campo , & rrhe MaratbonFo->
        ^  .
              «drwi/ncolxrmnf cwifatCT». nelle quali parole anco accen-
              na che marafochi fono Hate dette quelle genti , lequali
              da Maratona città polla nelli confini d’Atene habitaro»
              no l’antica Focide. Di Maratona ne ragiona il cornuco»
        Btmdtm hm,  pia di Benedetto Brugnolo nel centelìmo fello epigram-
              ma, intitolato de Carpophoro, doue dice. Marathon cam^
              pH4 attica regionis in quo Tefeus taurum interfecit i e nell'e-
        •     pigramma quinto ad Domkianum, dice. Maratbou cam^
         .
              pua am oppido eiufdem nominis. £ per ciò giudico miglio-
               re la pionuntia di quello vocabolo Marachioti, fecondo
               che communemente prononcia  il volgo, e non Mara-
               fioti, come collumiamo d'ufare nelle Icrirture. Quella
               calata in Polillina, e S. Giorgio è molto copiofa: In ellk
               fiorì, D. Antonello Marafioti zio di mio padre, e fratello
              ' di mb auo,il quale in Napoli dimollrò mirabilmente la
   «          grandezza delia fua virtù con farli conofeere perfettilli-
               mo nel fonare ogni llromento mulicale; in lode del qua-
        Cit.jémt.  le Giouanni Antonio Sorano, nel libro intitolato, Rimo
               di diuerfi autori fraccolcc da M.Lodouico dolce,cantò ia
                          '  '
              quella maniera .  ,
                Antonello vidd’io, qual foura modo.
        ,
                 Tanto dal gran Mercurio ingegno rollc,
                 Che può d’ogni harmonia difciorre il nodo»  \
        /     ‘  £ quel ch’à Marafiotc il fangue auuolfe,
                 L’amaro perfe riuolto in dolcezza
                 Mentre fra noi d’ Apollo l’arte fciolfe»
               Non lafcaiò anco di dire che Carlo i^larafioti fratello
                                    carnale
                             /
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