Page 235 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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             ^ere la poluere di <]^uefto aconiu>»e rpar^erfa (òpra la cdt
             De,equeHa poflgonvdouefogliono pailarei hipr; perche  *
             tnangiandoneii lupo ncce(rarum«iue muore>c con que-
             fta indudria s^uccidono mohi lupi m quello paeFer Mà
             q.iie(lo aconico da pochiilìruepgerlbae è conofeiuto. N3:-
             k'onoiacuttala fpkLg^iadci;huiDC Lecapocamo tceibdre
             di lòbtro, cioè«ronnih:ro, furioió^.fie haticncabt) ; Naicc
      mo che ftt.im-  atichora vna fpoiie di lufquiamOt.UquaJehà'1 £cme ner»
      fcuAJre.  della groUezza del leme deli Icnapo» ilquato beuutò ocC
             vino a vedere al patieote» per dui ò tre giorni vLlìpni
             '£inrailicbe,. elib fare alcune diletteuoli pazzie: Sigua»
             cilce col bagnare il pollo, e’I oalb con aceto fòrte . nafoe-
             aneboez nel.comotno di Giacque fi ondLiLbudò , il luo*
      tjecnm Ciffne
             go è lotto il Doininto del mofto Ilio lire D. lacomo Gif^
             fone^di cui viue i lato- IX Giow Batcida Gi£foae fuo
             cello. Lontaroo.da quello CaHello per ilpatio di due
             gliaverfo le raoncag^ar nelle radici delI’Apennino è &-
       Menceffifi» di
             bricau ibntica Ghiefa dlS. Filippo d’Argicò.rooaalle»
      tv Ftliff(eeit>em
             cu9 delL‘ordine di S. Bahlioy douc dozironaaniicamcnte
      iffee/reiìdic
             moltiSanti Padri; hoggi è monaltcrio del ool£roc»rdindc
             fbtro-’LcicoIodlS.FilippOHe lacomo; le cui entrate furor-
             no aggregate àquelle della Samillìma Triniti di MiletOi.
             e perciò- lì cirroua vna fcritruea nella Catcdrale di Tro>^
             pea, nella quale ordina ali' AbbAte-della Santilfima Tri^
             oiti , chefe bene la Cbiela è (latada Monaci abbandò^
             Bara,, egli nondimeno- tenga pe alierò di q«clla,.c vUi'cà
             diligentemente intorno alla celebradone de’diuintvflìtij'»,
             c quando il proprio- Abbate (ari rimelTo-.in S.Filippo^ ca
             i Tuoi Monaci,gU lia conceduta la Chielà in pacifica pof
             felTione . Mi di ciò non  fi fa conto, perche eoo papalc
             concellione cpoilcduta da Monaci) del aoUro ordine^
             Da quello monalterio feendendo nelle pianure pee dillii
             za di tre miglia in circa  fi ritroiia vna  terra chiamarsi
             Anoia,lungo alla.qualc’corrcil fiume leraporamot Non:
             è molto popolofa, nè antica^ mà di pochi habiiatori fi}»-,
      jtmticu.
             oita, forfè per cagione deH'aria- &tta cattiua dal fiume^
             ilquzlc.corre à. canto dclbLcictà. Ijuoroe quella habits-^
                                     CiOOO;
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