Page 239 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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                     LIBRO
             <ica di grano,vino, Se oglio fioinimoi nafeono in qncftì^.
             fcrcitorio diuerfe herbe medicinali ^ & in particolare Ta*
             niomo. Abbondano quelle campagne di caccie di dioetià  <
             vccc1Ih& animaletci piccioli, come volpi,lepori,ricci,8C
      •Csftli diFrun-  altri limili, e l'acque lono molto buone.  1 (boi Cafali Co»
       af*.  no Pungade, Mucari, Calamita, e S.Collantino
              Defirittìone deUa città Hileto, con abre bahitatwùy € htogbi
                  del territorio Locrefii infmo d ì^oterru»,.
                      cap.  xyi.
                 O mano da brancica per ifpatio di due miglia iil
      ieÌMtfÌ4m»fwrf* L  circa, appare vna città antichilfima, chiamata
                 Mi leto, laquale daSeballiaoo Corrado nell'epU
      MtUn,efmMfr*  dola di Cicerone ad Attico nel terzo libro è cbia
      M ftmiUtkmt,  mata Melita,edice egli,ch'è poco lontana da Vibone. la
             cui prima (bndationefò dalli Mileli) d^Alia, perquan»
             ro lì crede alli detti d*£rodotro,ilqualc nel fedo libro rac
             conta,che didrutto Milcto d’Afìadal Rè Dario, quelle
             poche genti, lequali rima/èro doppo le rouine,delIa pa*
             tria partirono di là per ritrouare nona habitatione. Et
             accoppiare^ con Samq , raccolte le loro rohbe infìeme
                      i
             con lcmogIi,&  i figliuoli doppo vna lunga nauigationc
             prefero terra in Reggio vltima città di Calabria , doue
             Anadìlao Tiranno .Reggino gli vietò di quiui habitare
             anzi gli perrHarc, che trapadadcro il canale del Faro, 9
             Bflla città Zanclea, laqual hoggi da noi è detta Melfina,
             andadcro ad habitare. Ondc.hauendo codoro palTato il
             Faro,furono dalli Zanclclì con molta loro fangucyC mor-
      TuciSie.  te difcacciati. Ben che T ucidide nel (edo libro, dice che
             furono diicacciati da Meilìna per opra d’Anadilao Ti-
       **m.4  ranno Reggino: nondimeno chi è più prattico di me
         -'V  oeU’antiche hidorie, potrà molto bene indouinate la ca-
             gione di quella varietà tra Tucidide, Se Erodoto. Dun-
             que vedendo i Milefij egli Samjj, che non era loro per-
             meifo di fermarli in quede terre, fi diui(cro ; Gli Samij
             oauigarouo vet/ù la parte Orientale di Calabria, & ha-
                                  bitar eoo
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