Page 306 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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‘joppo con aiuto delli Siracufani traifecita foura'l monte
Erope.doue (là hoggi, come habl)iamo detto nel princU
piodi quedo libro.purele parole di Strabene Tuonano in
-queda maniera. Zephirium promontùrium agri Locrit d quo
Lotrenfes Zephirij Odi funty partum hàbens ab occafit tenien-
tibuacommr^um.'pndeCinortunacctfpit^habet^pQrtHmal» . ,
terum ab ortu, &c. ApprelTo quedo promontorio Ci vede
vn cadcllo chiamato Ctepacore fabricaìo in luogo alto,
lontano dal mare per ifpaiio di cinque miglia in circa , la
’cui prima fondanone c data dalli Samij^ non da quelli
difcacciati da MelTinadi Sicilia per mano delli Medinelt^
•ò d’AnalTilao Tiranno Reggino, come s’è detto tiel pri-
naòlibro}ma dalli Samvj piu anticlii. imperò ch'i Samij,
liquali vennero dalla Grecia Orientale in Italia in que>
da parte di Calabria edificarono vna città , laqualc dal
nome della loro antica patria chiamarono Samo. cui per
la mutatione de’ ;empi> e dominij (il mutato*! nome, e
‘con Tciocco vocabolo gl'è dato dato'l nome Crepacore.
In quedo cadcllo nacque Pitagora PilofóFo anticnìfTimo
prcncipe dogai mondana Tapienza dgliodlo di Time^
^
làrco argentiero, per quanto riferifee Codantino Lafca*- diCMUtrm.
li,e perciò è dato chiamato Pita:gora 'Samio, ilche mala- ^
niente alcuni intendendo, onero per torre vn tanto illu- ^
dre Filofbfo da Calabria, difrero,cb'e Pitagora (ia dato da
Sarao città della Grecia Orientale. Ma noi habbiamo ^
quali mille tedimonianze d’antichi Tcrittorì, liquali di-
acono, che Pitagora hon (ia dato cittadino di Samo città
antica di Ginnone neirifole Orientali; mà Italiano, e
quedo afferma Teodorcto, & adduce in tedimonio di
queda verità AridolTeno, Aridarco, e Teopompo, e S. S.TtmAfi,
Totnafo d’equino nel primo ibura la Meta(i(rca d’Arì-
dotile, dice che Pitagora c dato calabrefc nato in Samo
città di Calabria, le cui parole faranno portate da noi fe-
condo la propria forma nel rerzo libro, doue ragionare-
mo d’alcuniairi di Pitagora. B perche la città Samo dà
dentro al territorio Locrefe, Plutarco nel conuiuio dice Tlntofet,
che Pitagora da cittadino Locrefe. talché da quede, &
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