Page 328 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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T  E  R.  Z  O.  185  ,
     . - uo libro,douc dice. Enixo CrotoniatarumSìudio i Tytha^orS
      fetieranty vt femtum eoruruy qui mille Ijotmnumcotffiabaty eoh‘
      filqsfuisvti pAtaetuTy&e.  -  .
      Come la citt4 Crotone per inganno è Hata jbttopoBa aìdomnio
        del popolo {{ornano, ma doppo fi rirnafe in tatua amci-
          tia , chefù fatta Colonia nobilifiima deìli  V
            {{pmani .  •  IH-
      N    ei tempo dd corvfolato di Publio SemprOnib,
            & Appio Claudio (riferifee Eutropio nel ffc-
            códo libro) ch’è lUtaalEalita la citta Crotofie
            dall’eirercito Romano, c ben che P« molti
      giorni fofTc ftata affannata coll’affllttione dclVaflcdio
      t:1iaueua intorno; nondimeno doppo  i molti allalti li ri-
      mafe vittoriofa fenza lefionc alcuna. Ma Sello Giulio  S^/h GhUiofii
      frontino nel fello libro delli llratagemmi dice , che Cor-  tm» .
      nelio Ruffino eflendo Confolc determinò onninamente
      cattiuare la predetta città, c farla foggetta al popolo Ro-
      mano,& ordinato vngroflìflìmocfl'crcito, tenne lei non
      pochi giorni allcdiata; ma al fine conofccndo quella el-
      fere inefpugnabile.qucl che contro di lei non ha potuto
      fare con  le proprie forze, determino di fare colrindu-
      ftrie,e flratagcmmi. che già mentre egli tcnenarcner-
      cito intorno le mura della città Crotone, pcrch’i Croton
      nefi fortemente refìfleuano alli nemici allalti, hà ratto
      veniredalli prcfidij di Lucania gcandidlma moltitudine
      di foldatì, colli quali, fe pure follerò (lati altre tanth ape-
      na harebbcegli potuto fare cofa alcuna di buono, come
      in fatto non fece; per loche finfe volere celfare dalla co-
      minciata imprdà: c fatto partire tutto rertercito da com-
                              i
      fini di Crotone, menò l'eco forfè non picciola rnoltitu-
      dine di Ctotonefi, liquali banca fatto cattiui predo di le
      nel tempo, ch’egli tcneua in alledio la città. Q^ndo
      Cornelio c flato in alquanto conuenienre diftanza dalla
      città Crotone con tutto l*crfcrcito, fccllc dalli caitiui
      Crotonefi vn huomo,ch’egli conobbe per più attoa fare
                             quan-
                        T t
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