Page 331 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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I   I  B R
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                  Per lo qual pcnfìcco. (quali non haiielTcro di bilbgno) nè
                  anco voleuano in lóro aiuto li Ibldàci Cartagineiì, acciò^
                  ch'acquìftatc le vittorie non dicelTcro coloro, che per
                  ellì sperano acquiftacc, e per ciò fegli douc0c concede-
                  re*! dominio dellecofe poiTediitc , ouero  i medefimi fal-
                  dati  piò torta come arbitri di pace, che coadiutori di
                     ,
                  guerra permcttcìrero, che  lì rimanertela città Crotone
                  in libertà in q^uéLmodo, ch’hauendo prefo la città Locri
                  {afcìarono quella nella libertà Tua, come di prima. Si che
                 miglior cola gli parile mandare gl’ Ambafeiawriad An-
                  nibaie Africano,& ottener da quello, che fe nella batta-
                 glia per difaiientura di guerra la città Ctocone cimane/-
                 le vinta, d’allhora in oltre forte lotto’l loro dominio, im*
                 lélc Annibafe quanto per bocca degl’ Ambafeiatori ven-
                 ne riferito, &  i^ri quel tempo niente volle determinare,,
                 ma rimife colorb ad Annone primo Prencipe del Aio ef-^
                 fercito comancfandoglijche così douelfero oprare à pun-
                 to, come lui detcrminarebbe. Ma nè anco da Annone
                 gl’c Hata data certa rilporta , imperò che non voleua lui
                 artentire, ch’Una città tanto nobile, e'riccha folTe lì mi*
                 ferabilmente mandata in rouina*, e doppo le rouipe rima
                 nelfe foggetea à Brettij huomini crudelirtìmi. E tanto,
                 più, che conofceua roppugnatione, laquale B retti); far
                                               i
                 cenano, nè à.fe, ne al Aio ertcrcito efl'ere vtilc, e per ciò
                 /blamente gli rifpofe,che fperaua tofto clTere con elTo loy
                 ro, è.ch]allhora A darebbe finita rilblutione à quel che
                 «‘hauclTc da fare. Hor mentre iivqucrto modo ftaua in
                 ordine Peli crei to dell» Brcttij afpettando’l tempof di d^
                 cela battaglia,dentro la città Crocone*i'Senato,& il pOr
                 polo'non erano tutti d’uti volere j ma trafportati da dt-
                 uerlì penrteri, chi diceua vha colà, e chi diceua vn*ahcat-
                 ip tal modo,che la plebe paurpfadellafuturagucrra de^
                 Adcraua darA allj Cartagincfi, e*l Senato rclìftcua, con.
                 dire, che; voleua onninamente' la città rimancrfi A>ttol^
                 fidehà del popolH'Romano Mentre'in quefie diuilìoni,
                 c. diflehrtoni ftauario i pòpoli, &  i Signori del gouc/po
                    città Crotone, vno dalia città fuggi, Se andò ncì-
                      '
                          ^
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