Page 334 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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T E R Z O.
VoIe(Tcru fare cfpericnza dell’ulcirnc proue della guerra;-,
ina che confentìlfero venire almeno alcuni di loro in Lo-
cri, doue con i rnedeHmi fi pocclTe n^gociare -, i quali per
' quanto aili Ccotonefì fu. lecito di fàre>da gli ilcflì otren-
nero,ch*alcuni di loro vadano in Lopri' Doppo afcefì sù
Ije naui, nauigarono communemente tutta la molii^udi-
ne,cioè, Crotonefì, Locrclì, & altri foldati verfo Locri;
rimanendo nondimeno’L caftello intattó . c con tutto
ch’in Locri attidlmamenten trattò dell’accordo, nè an-
co s’accapò. di farli la detta, deditione . Ma nel terzo li-
bro de Bello Punico.dicc T.Liuio,che perciò pati la cit-
tà Crotone tante rouine dagl’Africani perche tì troua-
,
ua grauemente afflitta, e maltrattata da molte altre pìC-
fate guerre:nondimeno in quelli affanni dimollrarono li
Crotonell mirabilmente la loroinuitta fortezza nel non
lafciarlì fupcrare: nè d’armi, nè. da perfualìoni ì fare la
deditione della loro città ad Annibaie Africano, e rila-
fciarlì dallamicitia, e. lìdeltà, ch’haue.uano coi popolo
Romano, e tanto più qucAo li copofee,. quanto che po-
tentilllmamcnte. conleruarono. in. quel miferabil tem-
po’l cadelladella loro.cìttùinuitto..ilch'Ì} volendo diroo-
Urare Liuio conchiude con quelle parole. lifdetn ferme
dithusi & Brettiorum exmitus Crotonnn gracam vrbem cir-
(ftmfeduntt opulentam quondam armisy virkque iam.ttm adeo
multiay magrifique cladibus affiidamy & omnts atatis. minne
riginti miUia. ctuium fupereffenty itaque vrbe defenfionibua ya~
Hata, facile potiti funt hoHes, arx tantum retenta tfì, in quam - • *
in tumuìtum capta rrbU, e media cfde quidam effugere dalla
qual hidoria potrà cognofeere ogn’uno,che febenei C^o
toneli negl’antichi tempi lòno dati da diuerleguerre tra
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nagUati; nondimeno furono Tempre d’animo, e di forze.
coraggiofir e gagliardi-jch’clTendo per li loro benigni co-
dumi fatti aniicidimi à Romani per conferuarll nella lì-
dcltà dell’amicitia patirono da. nemici innumerabili af-,
fàlti , e mortalidlme guerre , che fecondo dice Procopio ^
nel terzo libro de Bello Gotico elTendo venuto Totila c»nimJ}*dÌMCra
Rè.delli Gotti in quede parti d’Italia, & hauendo alfe- /«m.
diato
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