Page 436 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
P. 436

TERZO.           iif
      pauatio monete t lequali altroue non fi fpendono (oloj JìmH* diCétm
      che ncH.i città (lelTa  : Si fanno in quello territorio delU
      catillìini vini, abondanza difcrama,e bambaggio, nafeo-
      no (pontaneamente terebinti, e viticc ; Si ritroua’l giflb
      fpecolare,&  il colore ceruleo. Appreflb Catanz.iro fi ve-
      de vn callcllo amichiilìmo in luogo alto edificato chia-  •*\v>
      mato Tiriolo, la cui prima fondanone d fiata dagl’Eno-  Tirìtlt
      trij,fecondo che dice Stefano, ma doppo’l detto cafiello  SteféHi»,
      è fiato colonia degl’Areniefi. Ben che Plutarco in Nicia
      dica,che lerone Ateniefe venuto in quefic parti d’Italia
      hauelfe edificato’! predetto cafiello, le cui parole fon
      quefic. Hieron Colonia, quam ^thenienfes in Italiam tnife-
      rnnt; duBor confUtntus fuity & Tirìorum ciHÌtatem edificauit.
      Ne’ colli dell’apennino vicini à quefio cafiello nafeono
      diuerfe herbe medicinali, ma in particolare fi ritroua la
      lunaria,lo sferra cauallo, e’I dittamo, in quelli conuicini
      luoghi fi vede l'anticha Chiefa fotto’l titolo di S. Matia  a $.
                                  Mmtu di Crr»-
      di Coracc, laqual’infinoad hoggi perfeuera in Monafic-
                                  ee.
      rio dell’ordine Ciftcrcicfc, douc anticamante fiorirono
                                 '
      molti Santi Padri, Se hoggi fi conferuano molte reliquie
      di Santi. Doppo laquale Chielà perifpatio di fette, oue-
      ro otto miglia incirca occorre vn cafiello chiamato Gì-  CimiiUttnil
      migliano, incanto’lquale difcorre’l fiume Crotalo, cioè,
      Coracc fine del territorio Locrcfc,e termine del territo-
      rio Crotonefe. Fiorì in quefio cafiello Tiberio Rofello  Tihtrì» rtfrUtfi
       Filofofo dottirtìmo difcepolo d’ Agofiino Nifo, che dop-  Ctrnim
        la morte del maefiro tra tutti gli Filolòfi di quefio
       Regno non hauendo vguale.cominciò publicamcnic le-
       gete la filofofia in Salerno i d’onde partito per andare in
       Africa, giunto che fu in quello paefe c fiato dalfuo pro-
       prio fchiauo vccifo. Mi raccontò vn vecchio Tuo nipote,
       che quefio Tiberio in vna notte venne da Padoua à Gi-
       migliano. Se in Tei bore da Gimigliano andò in Salerno,
       e mandò lettere d’alcuni Signori Salernitani in Gimiglia
       no per fegno del Tuo veloce viaggio. Dimorando egli m
       Salerno hebbe dà vn fpirito maligno vn Pronollico, che
       iioucua eficte vccifo da vn cane tabbiato,ina perche non
                              bene
   431   432   433   434   435   436   437   438   439   440   441