Page 437 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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beneintetc le paiole, (i comprò dui fchiaai acciò Io di-
fendc(Tero da i cani , quando egli andaua per viaggio,
nondimeno gionro in Africa, vno de* fuoi due fchiaui
l’uccife, & in quello modo li compì la parola del demo-
nio,che per cane intendeua lo fchiauo. Fiorì anchora.ia
quello callello Giouan Chrilollomo monaco deirordine
d* Cim$glÌA»o
di S. Bencdecto huòmo di lanca vita, c dottilfimo nella
ArcbtMeJ(»M9.
lingua latina, e greca, alquale per le molte Tue virtù è
Aatoconferitoi’ Arciuefcouato di Dirrachio in Dalma-
Titfrt JUuerfi i
tia. In quello paefe di Gimigliano lì ritrouano le pietre
ofìciche peilettillìme,nere, variate, mifchie, e colorate di
diuerfe maniere, e fi ritrouano pietre fìnil&me d’acutare
ferri in oglio. Più in giù dentro'l paefe roedicerraueo pec
la via del mare Occidentale occorre vn’altro caAello,
fmUti. chiamato Feroleco habitatione molto buona, doue per
adelTonon occorre di fare memoria d’altra perlbna, fola-
Mmm CtlMch mente,che di Matteo Colacciu natiuo cittadino di que-
d* Fertlet».
Ao luogo huomo neH'humane lettere dottilfimo, ch'in
Venecia reirepublichefchole, & hà Icricio alcunecolè
pertinenti alia latina lingua. Incontradoppovncafalot-
to detto Lamato per cagione del fiume Laraeto à fe vici-
noj6c apprellò occorre’! fiume Pefipo, &c vn altro per no
me S.Hippolito, per cagione ch’incanto al detto fiume
era anticamente vna Chiefi chiamata S Hippolito, della
quale lì veggono inlìnoad hoggi alcuni veAiggij dell’an
tiche mura. Palpatili predetti fiumi occorre vna cittì
Hietifir». chiamata Nicallro,cioè,nono CaAcllo, perche fi'i rinoiia-
to doppo le vniuerfali rouine di Calabria , fattedagl' A-
careni, come più volte habbiamo detto . Stà Nica!lro in
luogo alto, c pendente, e perciò Ai edificato parte in
monte, e parte in piano. £ openioue apprelTo li Nica-
Arefi, che NicaAro lìa fiato anticamente chiamato Lilà-
nia per vna fcrittura ritrouata nel Vefcouato, laqual’è
mandata da Roma al Vefeouo di Lifania,ma quella ope-
nione non è appoggiata ì fondamento ragioneuole, im-
'
però che fe nel tempo d’ Attemidoro, Plinio, e Plutarco,
de’ quali doi fono fiati inanzi la venuta di Chrifionofiro

