Page 461 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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                     TlacenU fertuY, magna Crathi flumine >  *J r f f  r 1 Jf ^
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                     Sua fubaha {ponte flumen altcrum ,
                     Deuoluit vndaSyCarmum cum najiulld.^.  ^ìJIì  ’ #
                     Sybaris ‘pocatus^ batides coBaa fmul
                  ^                            i ^1
                                             ^
                     Lolagines^ lune parua yoluunt ftumina %  * :  j r rTl ri> r{
                     Co^osq; phagrpSi & locufiaa altemm,,  *  ..(ti;? <»;? ’lg
                  -  Condita falfa^ curri quibua beliaria^  -.a  ,£iv
                     Sartagines pericomma^forcimenftmtd  II  uii*' '•h.i’jg
                     Jn ora fpontCy qua fluebant omnia.
                                               l  ,
                                                   •    ,
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                     %Ac ad pedes amirum tuebar circulO f  ,  .  .  •  i
                 Riferifce Lamprido^ ch’i Sibariti ritrouaVonp quel citx>.
                 cpmpodo d*oglio, & intedini di peCce, chiamato in lin-
                 gua greca garo, noi altri folemo chiamarlo cauialc, chet
                 doppu tanto auidamence (bleua mangiare Eliogabalo Im
                 peracore. Racconta Timeo edere data la città Sibari taOf
        Time§
                 to nobiie,ch'in elTa dimorauano cinque millia Caualieri
                 nobiliGdmi, e tanto deliciofamentesfoggiauano in varie
                 forti di vedito, che quando  fi vediuanoin armc,roura i
         '  f A\  gipponi inaurati di ferro portauano vedimenta gialle prA
        -  ' V. A j,:.
             iW-i'  ciofilUmCipcrlo ch’era vfcitp vno prouerbio>chc quau-v^
        •’^i  '  kt  \-
                 do (i vedeua in alcuna città vn giouane pompofo, deU-i
                 ciofamente vedico, Se andare vagando petjlc piazzcyCpN-i
                 me innamorato^diceuano. Sybarita per plateas^cza. anchor.
        Prouerhìo dello
       sforilo Stbétrito .  ra codumealli nobili Sibariti, che quando andauano nel,
                 le campagne, quantunque fodero portati dentro i coc-
                 chi; npndimeno’l camino d’un giorno faceuano in tre»,
                 acciò che la lunghezza del viaggio non adan^nalfc la di^
  t              lica^ezza del corpo: perlo ch’era nato vn ptouerbiov.che
                 quando Zi vedeua in alcuna città vn giouane troppo la-
                 feiuo, e dilicato darli à Ipadb fenza elfercitip alcuno, fé
                 gli diceua, invmbris Sybarita manet. Soleuano anco i Si-
                 bariti, (fecondo che dicc’l preallegato autore) tenere i,
                 cellari del vino vicini al mare; ma in alcune cauerne lot-
                 teranee, e quando andauano in quelli, onero andauano
                 di mattino fcnza’l loie, onero andauano per Ibtterranee,
                 cane, acciò non potedero edere dall’ardore del Sole mal
                                                       f
                 trattati. Non G dilettauano i. Sibariti di caccia d’animaiiw
                                                       -
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