Page 464 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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Q^V ARTO. ijj
Sibarita huomo molto nobile, erecondo lamblico aotii(^
fimo Filorofo. Coftui nelle dclitic auanzaua tutti gl'-
huomini della Grecia ,& andò con vna NaueapoUa,
^tta àfue proprie fpefe, laqual’ haucua cinquanta remi-
ganti tutti fuoiferui , e feco menò non picciola moltitu-
dine di cacciatori d’vccelli, e pefeatori di pelei, e cucinid
ri molto indulttioli *, e tutto per dimoftrare la Tua gran-
dezza ; e tanto li dimollrò nobile in Siciona, ch’auanzò
nello sfoggio, e nelle pompe l’ifteflòCliftene } di quello
non (blamente ne rende teftimonianza Erodoto , ma ne Smdéu^ .
parla anchora ampiamente Snida ; donò lenza dubbia
Smindiride llupore in Sicione per la moltitudine delle
fuc ricchezze. Mà nella città Sioari,lè ben cgl’cra vno dè
inaggiori,nódimpno haueua vguali nelle ricchezze, irapo
rò ch’i Sibariti quali tutti in vniuerfale erano ricchilliroi:
che dice Paulania negl’Eliaci hauere offerto i Sibariti,vn Ptm/4witu •
grandilllmo telbro à Gioue Olimpio, che nell'Olimpia
è (lato collocato incanto’l teforo ricchiffimodegrEpidau
rij. Fiori anchora nella Città Sibart vn valentilHmo lot-
tatore per nome chiamato Fileta,chc nella quarantèiima Filets Utut»r$
S$Ì4T$tét
prima Olimpiade vinfeTOlimpia nel giuoco delli cedi,
c neirOlimpiade precedente,laquarè Hata la quarante-
fima , elTendo armato di ponderofe armature, correndo
vinfe’l giuoco Olimpico, di ciò rende tedimonio Paufa- Patifinitu.
nia negl'Eliaci. Fiori anchora nella Città Sibari Alcide
ne Sibarita lauoratoredi vedi di feta, c d'oro tanto eccel
lente, che lauorò vna vede di feta , e lana roda di tanto
artidcioro lauoro , ch'è data venduta fettantadue millia
fendi d’oro per edere data quella (fecondo dice Giouan
ni Tzetza) ornata di molte pietre preciofe,e margarite *
Della qualità di queda vede, del valore de l’ideua,e del
la Ina nobile pittura ragiona Aridoiile nel libro de Mira
bilibus, doue dice,ch*Alcidene Sibarita hà fatto vna ve-
de di tanta marauigliofa bellezza, che nel tempo (fecon-
do ’lfolito) nel quale fi celcbraua’l Panegiris, cioc.la fo
lennità nella quale conueniuano quali da tutte le parti
d'iulia le pecióne nel Tempio di Giunone Lacinia, ha-
' Nnn uen-

