Page 540 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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       lepra,e fubitoli riilitui la fatiicà. Quando l'idelTo beato
      ipadrc cominciò lafabrica del monallerio, incanto la Tua
       patria Paola è (lato portato à fé vn giouane muto dal pa»
       dre,e dalia madre di quellO|alli quali Tliuomo Santo di^
       fé, che tre volte'gridaircro*! nome di Giesìt^ ch'in quello
       modo fcgli aprirebbe*! fen(b> il beato Padre cominciane
       do, & i parenti di quello feguitando, (ìmilmence*! muco
       con alta voce dilTe Giesii, calche libero, e (ano nella pa<>
       Tola (i mantenè ii\(ìno al giorno della fua morte. Ancho-
       ra Giulia fìgliuola d*Antonio Catalano,ch*allhora habi>
       raua à Paola, elfendo dalla Tua naciuità cicca fenza potei
       vedere co(aalcuna,cirendo menata dal pad re,e dalla ma-
       dre inanzi all’huomo di Dio,ch*allhora era forfè nelPhor
       to del monaderio, riftelTo beato huomo fuclfe vna certa
       herba, c fatto *1 fegno della Croce hà podo quella ne
       gl’occhi della cieca fìgliuola, laquale di fubito cominciò
       vedere, & hà polTcduto *1 fenfo del vifo mentre, ch’ella
       vide. Nella fabrica del monaderio di Paterno, dui gio-
       uani mentre dalla folTa cauauano la terra, furono'dal-
       PidefTa folTa coperti per edere la terra caduta foura di lo-
       ro, & elTendo idimati morti , è dato chiamato *1 Santo à
       foccorrcrcj ch’hà fatto dall’una, e l’altra parte cauare la
       terra, &  i mededmi doi giouani vfeirono vini fenza le-
       donc alcuna. In quella delTa fcritrura racconta’l predet-
       to autore molti altri miracoli del Santo, cioè, che fenza
       fuoco hà cocco i faui per dare da mangiare ad vn maedro
       chiamato A ntonio,che le fabricaua nel monaderio di Pa
       terno. Vn’aliro,che mentre s’haueua da celebrare la Mef  •
       fa, non ritrouandod fuoco in Chiefà, egli prefe la corda
       per feendere la lampa,laquar in aria nel mezzo defeenfo
       roiracolofamente s’accefe. Vn’altrod'un giouanc,ch*ef-
       fendo per la grane infermità ridotto quali aircdremo
       della vita, è dato dalla morte liberato, e redituito nel lu-
       me della fanìtà. Vn’altrOjch’elTendo egli nel monaderio
       di Paterno con acqua benedetta , e calce viua fanò Tal-
       bugine de gl’occhi ad vno,che patina. Vn’altro d’un huo
       mo morto dentro la oeue che fu portato per edere  :
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