Page 541 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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II   B /R Ó           >  '
              Ipoito, e dal Santo è (lato rifufcitato. Vn'altro, che Aan*
              do la fornace della calce (mentre coceua) per cadere,egli
              entrò per meazo le fiamroe,e racconciò, che non cadef*
              fe. V n’altro, che liberò vn huomo dalla rouina , che gli
              poteua fare vn pezzo d’artiglieria. Vn’altro, ch’in pie-
              lenza d’un frate Antonio del noftro ordine prc(e  i tizzo-
              ni del fuoco vini, colle mani nude limile al predetto mi-
              eacolo delli carboni, e molti altri miracoli (i leggono deU
              riftedò Santo appreflfo diuerli autori. Soggiunge doppo
              Thoroafo da T ruggillo in quella fua fcrittura,e dice,che
              per quella moltitudine di miracoli clTcndo aliai celo*
              ore ’l beato huomo, pcruennela fua fima all’oreccbiedi
              Lodouico Rè di Francia, ilquale dcltderofo di vederlo
              di prefenza ottenne da Siilo Papa quarto di quello no-
              me,ch’in virtù della fanta vbbidienza ’l beato huomo da
              Calabria andalTe in Francia;doue’l predetto Rè con (in-
              goiare diuotione prendendolo , e dimandando da lui ef-
              fere benedetto gl’bà vratograndiflìmo honore,e riueren
              za, come ad vn huomo di Dioj linalmente bauendoegli  f
              conofeiuto la fantiià dell’huomo, gli alTegnò vn luogo  1
                                        ^
             per fe, e Tuoi fratelli nella città Turone vicinoal palaz-
             zo realc,douc gredibcò vn’ampio,e magnifico Monade-
             rio colla Chiela vnitamente, làqual inlino ad hoggi dà
             edificata per habitationci & vfo del beato Francelco da
             Paola, e fuoi frati. £ dato aochora ’l Santo di tanta gran
             continenza, ch’appariua non compodo di carne , ma di
             fblofpirito. Prima ch’egli palfad'e oaqueda vita ad ho-
             nore,lode,e gloria deiroranipotente Dio,e propagatione
                                          i i
             della fua religione ammaedrato dalla diuina ifpìiatione
             (come piamente li crede) hà indituito tre regole, vna de
             fratelli,la feconda delle rorelle,e la terza de tertiarii,nel-
             la quale  li comprendono gl’huomini dell’uno, e l’alira
             fedo, e le come egli era amatore deH’humiltà, e delide-
                                          A
             zaua,cbel’ideira rulTe molto da Tuoi riuetita; ordinò ch’i
             Tuoi fr.'itelli li chiamadero minimi e lelbrelle minime.
             £ comandò à coloro , ch*oderuando  i dieci precetti di
             Dio, e comandamenti delia Chiclà fedelmente vbbidi^
                                    . feto
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