Page 55 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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litie(óno negli horti, done habicagunditltmìi-moltuu'
dine d'huomini badi, quali attendono alla coltura delle
fogli, dd quali non sò fcpiù faporofe alerone fi vedefie-
to, perche quiui fono faporofiillme parte per induilria
,
della coltura, e parte per edere nrperfe^della marina ir-
roratione. E ben che Marone dica , le corteccie dè ci-
trangoli eder amare, contro la fua fentenza quiui fono
doloidìme,che vengono à tal perfetta maturiti,nella qua
l’edendo gli ftedì^utti dal fecondo germoglio delKarbo
feci iò tronchi, fi Ibgliono alle volte per delicata tenercz
za frangere à guifa d’vn vetro. Di quedi frutti Se altri
fimili, quanto fia abbondante quedo paefe,con i propri)
occhi potrai vederlo . fi rallegra anchora tutta queda
maremma , con giocondità mirabile, d’vna copiousfima
abbondanza di delitie macine; doue il mare fupcriore c5
inferii fonti congionto all’inferìore,e có la volubilità fua
congregando il golfo deU’vno,e Taltro pelago , dimodra.
vna copiofa abbondanza di piaceri. Et iui in gran copia
i pefei corrono, dune conofeono che col gioco del nuota
re felicemente poflbno trapafiare Tonde. Di piìi,fi pren
de in quedo mare vna fòrte di pefee veramente reale,
dà quedi greci chiamato edbrmidon . ha egli il corpo
nella figura, enei colore, limile à quello della morena ,
col nafò alquanto fetofo; mà è adornato d’vna delicatez
,
za limile a quella del latte cagliato , lacuigrafsezza è
cagliata , mà ogliofa,con foaue,e delicato liquore, mol-
^
to diletteuole al magnare. Quando quedo pefee nnocan ^
to fra le fluttuofe onde del mare è portato nella fuperfi-
eie delTacque, alTedremo dellaere, non sà pià ritorna
re nelle cauerne d’ondeera vfeito; credo per efTer egli
irrecordeuole del fuo ritorno,ò aero perche dalla fua to>
nerezza è fitto unto molle,ch’inaIzato dalTonde,non fi
pao di nuono immergere,e nuotare al contrario corfo di
quelle; mà è portato come corpo efanime, quale ne con
ane,ne con fòrze fa fuggire il pericolo . Et abbando-
nato dalle proprie fòrze fi crede mai poter ritornare ^
perche fi fente maipoter fuggirei & i giudicato di tati^

