Page 60 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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             U templHmcondideruntybonicmis memo^ety quan' tr pnmum
             fiuiiuantium vehtorum Deum colueruntì Hor mentre in gra
             distìma prpfpcrKà (i.ilaua la CK(^..Rcggina » nel temjTo
             che DioniTiu Tiranno di Sicilia yqlic'trapÀlTare il Faro •
             c venire in quelle parti d’UaJu} inuaghitq d(flla bellez-
             za del paefereggiuo dimorò per nioÌu|dqrni^<|n quelloi
             Óccorìf in quel tempo di dar occhjp ad vnd gioueaetta
             .della Ciita^c fece intendere alli Reggini chedelideraila
             colei per fpolà : à cui rifpufero i Reggini voler di molto
             buono animo concedete la fpofa  , lempre che Dionilìo
             .promettclTc dtnon.trafpQrtox colei da Reggio in Siracu
      lefgeJi Regj^.  la; per ch’era legge alli Reggiqi,mai /polare le loro don-
      ai intorno nlmn
             -ne ad huomo foralHero . A i quali promede Dionilìo vo
      tnmonto.
             Icr olTeruare quanto coloro,dedderarebbono; mà erano
             quelle promel'e d’inganno*, imperò c’haueua egli riuela-
             to à Tuoi , come non tantodo farebbe tla lui riceuuta la
             .fpofa,che fubbito l’harebbe feco menata in Cicilia , con
             dire che non doueua egli foggiogarfi à, leggi di Reggini.
             £ per che fempre lì ritrouano di coloro , i q^iiali portano
             rambafciatcjfeppero i Reggini tutta l’intenriope di Dio
      Dìtntfo ìngnnm
             nido , per la quale fortemente d sdegnarono, edoue co^
      muto (U reggini.
             lui crcdeuad ingannare, rimafe d’altrui ingannato, che
             nella fera delle nozze , quando doueqanoi. Reggini in-
             trodurre la fpo/à m camera di Dionido, gli menarono la
             figliuola d’vn.boia, huomo fbradiero, il quale per ferui-
             tio dcllagipllitiadimoraua in.Reggip',.. ^ccoftod dopo
             nella marina Dionido, e veggendo ch^con vna donna fi
             celebrarono le nozze,e con vn’altra lì confumaronoi heb
             be quello atto in grauisdmo fcorno,e fortemente sdegna
             to,uibbito trapafsòin firaculà.,£ra collame agli antichi
             Greci/ per dichiarare anchora quella altra cola } chenel
             la prima notte delle nozze, per legge d’Himeneo la fpp
             ù. afpettade lo fpopo nel letto
                            ^ colui doueua entrare il
        e    lei fenza lume,per chcdicep,ty Himeneo, lagofqgvjUipnfi
             carnale deU’hooma, 9 della,donna folamentejf^p majcri^
             moniielTer conceda  , e perche cotal’ atta e vugqgno-
             ib  , dcucdla vergogna ,Wtc^con le tenebee  <, accibs
                     i
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