Page 572 - Croniche e antichita' di Calabria 1610
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                     L  I  B ;R O
             tfopolidi queda Rcpublica,' della quale  à' lungo n*hat>-
             btamo ragionato nel  principio di quello libro , hoggi la
       TerrMU04 di
             predetta citti è chiamata Terranoua, cioè, Turio nono,
      Tttrjim,
             come già del tutto s'è parlaloapieno Mà non deuo qui
                               .
      EtìiUi»,
             tacere,ch'Eliano nel terzo deciipo libro de Hidoria Ani
             malium dice, che  fi ritroua nel vicino dì Turio vn fiume
             chiamato Lufia,ilquale fé bene porta l’acque lucide,non
      fimme Lup4^Ì
             dimeno produce  i pefei molto neri, le cui parole fbnoque
      ifefiineri.
             Ilei in Thurijf fiuuÌMS Lufiaa appellatus , tametfi perliuidos li
      Ptini».
             quoreshabeatf nigerrimos (amen piftes creai. Plinio nel quac
             todecimo libro lodando i perfetti vini di Calabria non ta
             ce di lodare’l vino della citrà T urlo , mentre dice quelle
             parole  •, longinquiora Italu ab .Aufonio mari non careni glo-
             ria vina Sctterimanay & Confentu gerùtay& Tempfty ac Bai-
             bUy Lacaaaq-y antecedentibus ThurinUyomnium veroeorum ma
             ximeiUn/lrata mefiaU potUyM falute Lagaritana ,non proculi
             Crumento nafeenlia : nelle quali parole loda Tei vini,che na
             feono in Calabria, cioc’l vino di S SeuerÌDa,di Cufenza,
             diXemefa, diMontalto, di Turio.edi Lagaria: &c invn
             altro luogo del medefimo libro loda alcune vue di Turio,
             mentre dieej CapniaSy& baccaniatay & Tarrupìa in Thuri-
             niscoUibua non ante demetunturyquam gelauerit : L’vua cap-
             ala è mezza tra’l bianco, e’I nero , ch'hoggi volgarmen-
             te da altri è chiamata ruggia, e da altri pruneda  j la bao*
             caniata è quella, che noi chiamiamo zibibo, e la tarrupia
             èvna certa vuà nera, laquale  fi mantiene per tutto l'in-
             uerno sii la vite, communemente chiamata oliuella.Stra
      Strelemt.
             bone nel fello libro loda mirabilmente ’l vino Turino ,
             in quelle parole; yinum Thurinum inter vina nobilisftmum .
      Tetcrh».
             Teocrito nel quinto iddio , nomina di quede campagne
             Turine, e Sibarite’l cinosbato herba, ranemone,il citifo,
             J’egilo, le fragole, il melle, l'oglio, e l’abbondanza del vi
             co , c la molle lana. L’oglio Turino è molto lodato da
      Stente.  Ateneo nel (ècondolibtd di mente d’Amfi, ed'AlelEo
      PUme.  poeta  . Plinio nel treutefimo primo libro fà mentione
            della falimora Turina  , e nel treotefimo fedo rwmina ’l
            gefib Turino in quelle parole; Cyp/um calci cognatum è Ut
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